Sgarbi sceglie Bigiotti come presidente della consulta dei sindaci della Tuscia
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“Un onore, questa la strada sempre mancata ma che ora può permetterci di costruire ricchezza e lavoro”. Le parole del sindaco di Bagnoregio Francesco Bigiotti.

Francesco Bigiotti presidente della consulta dei sindaci della Tuscia promossa e fortemente voluta da Vittorio Sgarbi. Il noto critico d’arte, eletto sindaco di Sutri lo scorso 10 giugno, sarà presidente onorario mentre al giovane Felice Casini va il ruolo di segretario.

Nella giornata di ieri a Villa Savorelli Sgarbi ha chiamato a raccolta i primi cittadini del Viterbese, con l’intento di costruire un gioco di squadra efficace e coordinato per la valorizzazione delle bellezze del territorio e la loro promozione ad alti livelli. Bigiotti è stato voluto come presidente per l’importante lavoro svolto negli ultimi anni con il Comune di Bagnoregio, oggi capace di attrarre un milione di turisti all’anno e di far parlare di sé sui media nazionali e internazionali.

“E’ un onore per me presiedere questa consulta dei sindaci – dichiara Bigiotti -. Ringrazio il professore Vittorio Sgarbi per l’attenzione e l’intelligenza che sta mettendo al servizio della nostra provincia e sono convinto che quella dell’unione, di un’alleanza tra sindaci nel nome della crescita e dello sviluppo sostenibile, sia la strada giusta. La strada sempre mancata nel Viterbese, per divisioni a volte davvero anacronistiche. Insieme possiamo costruire ricchezza e lavoro per i nostri cittadini. Insieme possiamo tutelare al meglio la nostra bellezza paesaggistica e storico-artistica. Possiamo vincere davvero e sono convinto che la partita è tutta nelle nostre mani. Nella capacità di amministrare bene, di fare scelte anche coraggiose e cambiare le cose che non funzionano ma possono essere migliorate”.

La consulta di occuperà di valutare strategie di sistema, dando gamba a un ragionamento unitario per tutto il Viterbese.

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Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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