Sgarbi: “Prima di me Sutri era un posto buio, morto, cieco”
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SUTRI – Vittorio Sgarbi in un video su Facebook risponde alle critiche sul suo mandato da sindaco. GUARDA IL VIDEO!

SUTRI – Vittorio Sgarbi risponde duramente alle critiche lette su un post di Facebook sulla sua gestione della città: “Siete mai stati a Sutri prima che io ne fossi sindaco? Prima di me Sutri era un posto buio, morto, cieco. Una città bellissima, governata da persone senza volto, ignoranti, presuntuose. Grazie a me Sutri è al centro della mente delle persone, se ne parla ovunque. Quando ho offerto studio a Morgan, tutti hanno parlato di quel luogo. Che senso ha che qualcuno che lì non ha fatto nulla scriva in latino ‘quanto a lungo farete durare questa follia’? Quale follia?”.

Continua Sgarbi nel suo intervento: “I turisti vengono in città e la vedono liberata dalla plastica, entrano nel senso giusto di marcia e vanno a vedere palazzo Doebbing, che io ho riaperto e dove ora ci sono le mostre di Tiziano, Guttuso, Pirandello”.

Conclude il video Sgarbi con queste parole: “Si vergogni chi scrive quest’idiozia e pensi cos’è stata Sutri quando c’erano loro. Basta con queste stupidaggini”.

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Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
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Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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