Sgarbi: "Museo civico ancora chiuso? Viterbo ha forse avuto amministrazioni peggio del terremoto"
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Sgarbi torna a Viterbo e si fa sentire. Il preambolo all'incontro su Caravaggio è stato tutto incentrato sull'assurdità del museo civico ancora chiuso, con un occhio allo stato di palazzo papale: "Un luogo visitato che non ha niente da far vedere"
Vittorio Sgarbi a Caffeina

Vittorio Sgarbi torna in città e picchia duro. Strilla di meno, ma è molto incisivo: “Il museo civico è ancora chiuso? Anche a Ferrara è accaduta la stessa cosa, ma lì c’è stato il terremoto. Forse Viterbo ha avuto amministrazioni peggio del terremoto”. 

 

In prima fila, a guardare fisso il critico d’arte – a Viterbo per parlare di Caravaggio al festival Caffeina – il sindaco Leonardo Michelini. E Sgarbi, a suo modo, ne ha anche per lui: “Se papa Francesco fosse stato il sindaco di Viterbo il museo civico sarebbe aperto”. 

 

L’apertura dell’intervento su uno dei personaggi più affascinanti dell’arte italiana è una sorta di preambolo sulla città dei papi e le sue assurdità. Quella città dei papi che ha il suo più importante gioiello in palazzo papale. “Un palazzo visitato, che non ha niente da far vedere perché dentro è vuoto”, tuona Sgarbi. “Avete in città uno dei quadri più importanti del mondo: La Pietà di Sebastiano del Piombo; lo scorso anno consigliai di mettere quest’opera e ‘La Flagellazione’ (sempre di Del Piombo n.d.r.) all’interno della vuota sala del conclave. Non è stato possibile farlo perché il sovrintendente non ha capito”.

 

 

 

 

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Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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