"Del Piombo a Milano, altro che Vicenza". Il sindaco: "Inizia l'era Michelini"
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Sgarbi a Viterbo per la riapertura del museo civico. Una giornata importante e carica di notizie. In primis la proposta da parte del critico d'arte di portare Del Piombo a Expo 2015.
Sgarbi spiega ‘La pietà’ di Del Piombo

“Finalmente il museo civico”, con questa frase inizia la mattinata di oggi.  Giorno importante per la città, dopo la chiusura nel dicembre 2012 riapre il luogo dove è conservata la storia e sono custoditi i tesori di Viterbo.

Si volta pagina e si entra, per dirlo con le parole del primo cittadino, “nell’era Michelini”. Ad alzare il ritmo della giornata inaugurale il critico d’arte Vittorio Sgarbi, che lancia subito una bomba: “La Pietà di Del Piombo a Expo 2015”. Lo stesso si candida come ambasciatore dell’operazione, invitando gli amministratori presenti a scongiurare il prestito, annunciato nei giorni scorsi, dei lavori di Sebastiano a Vicenza.

Il clima è quello delle grandi occasioni. Centrale il discorso di Leonardo Michelini: “Abbiamo liberato Viterbo dall’onta di tenere un museo del genere chiuso. Ci dicevano che servivano 2 milioni di euro per riaprirlo. Lo abbiamo fatto con 35mila euro, spese per la sistemazione, e analoga cifra per ripulirlo. Le cose quando si vogliono fare si fanno”.

Per il sindaco è il giorno della svolta nella sua amministrazione. Da qui in avanti tutta una serie di altri obiettivi da centrare. In primis la riapertura, entro autunno prossimo, del teatro dell’Unione. Ma c’è di più. E a fargli da sponda è l’assessore Antonio Delli Iaconi, che inserisce nella lista la prossima apertura di Schenardi.

La notizia del giorno, al di là dello slancio annunciato da Michelini, è la proposta di Sgarbi: “Lasciate stare Vicenza, pensiamo a portare Del Piombo a Milano. A rappresentare la bellezza e il genio italiano”.

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Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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