Sgarbi "bacchetta" Clooney: "Un uomo che ama l'Italia come lui doveva mostrare più cura per Sutri"
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Vittorio Sgarbi non le manda a dire al divo di Hollywood George Clooney. Il sindaco di Sutri è infastidito per come la produzione di Catch 22, serie televisiva coprodotta e diretta dal noto attore, ha lasciato le strade del paese set delle riprese lo scorso venerdì.

SUTRI – Vittorio Sgarbi non le manda a dire al divo di Hollywood George Clooney. Il sindaco di Sutri è infastidito per come la produzione di Catch 22, serie televisiva coprodotta e diretta dal noto attore, ha lasciato le strade del paese set delle riprese lo scorso venerdì.

“L’iniziale nostra soddisfazione per la promozione della città – dichiara il sindaco di Sutri e noto critico d’arte, che ha inoltrato una formale protesta alla produzione del film – si è però mutata in disappunto per gli effetti negativi determinati dalla insufficiente garanzia per la tutela della città e dei cittadini. Infatti, in attesa degli effetti benefici, si è registrata, a fronte di un modesto contributo al Comune di appena cinquemila euro, una manomissione del paese talvolta impertinente, talvolta prepotente”.

Sgarbi rivela che “lo strato di terra collocato per ricoprire i selciati e restituire l’aspetto originario di terra battuta è stato rimosso lentamente, senza particolare cura, facendo sollevare polveri fastidiose, costringendo così i cittadini a ripulire”. Rivolto al celebre attore americano Sgarbi conclude: “Credo che un uomo che ama l’Italia come George Clooney avrebbe dovuto mostrare maggior cura e delicatezza”.

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Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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