"Sgarbi assessore alla Bellezza, per trasformare la storia e l'arte di Viterbo in sviluppo e lavoro"
Sgarbi
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VITERBO - A Sutri, quella che è stata definita la “rivoluzione artistico culturale” ha più che quadruplicato il numero dei visitatori e turisti e assicurato la crescita di un'economia complementare a quella tradizionale fatta di buste paga derivanti da amministrazione pubblica".

VITERBO – “A cosa serve avere Sgarbi assessore? È così che la Bellezza e il patrimonio di Viterbo diventano ricchezza e lavoro per i cittadini. A cosa serve Vittorio Sgarbi assessore alla Bellezza di Viterbo? A far sì che la storia, l’identità e il patrimonio della città possano, finalmente, diventare ricchezza. Cosa significa? Che la cultura produce lavoro. Come? Nel solo caso di Sutri, l’evoluzione economica della città dall’avvento dell’amministrazione Sgarbi è talmente evidente che se ne è accorto anche IlSole24Ore, che scrive, qualche settimana fa: “Tutto merito dell’onda culturale. Che, con mostre, eventi e iniziative, è riuscita a far crescere l’economia moltiplicando il numero di turisti. E a tenere in piedi il piccolo tessuto economico locale”. Così dal Comitato ‘IoApro Rinascimento’ con Sgarbi per Viterbo

A Sutri, quella che è stata definita la “rivoluzione artistico culturale” ha più che quadruplicato il numero dei visitatori e turisti e assicurato la crescita di un’economia complementare a quella tradizionale fatta di buste paga derivanti da amministrazione pubblica”.

Qualche anno fa, inoltre, uno studio su dati del bilancio del Dipartimento della Ragioneria Generale dello Stato, stimava il patrimonio italiano in “almeno” 986 miliardi di euro. Secondo tale rilevazione, le opere d’arte – vegono subito alla mente i capolavori viterbesi di Sebastiano del Piombo – classificate come beni mobili di valore culturale, biblioteche e archivi valgono 174 miliardi di euro (il 10,4% del nostro Pil). Più recentemente, nel corso del 2021, una ricerca elaborata dal Centro Studi di Banca Ifis ha definito la cosiddetta «Economia della Bellezza»: la «valorizzazione del nostro patrimonio culturale, architettonico, enogastronomico, di tradizioni, di identità» è in grado di generare, secondo tali studi, un impatto sul PIL nazionale pari al 17,2 %. Un dato analogo già emerso nel 2017 da uno studio della Fondazione «Italia Patria Bellezza» in collaborazione con Prometeia, stimava il valore dell’economia della bellezza, intesa come flusso economico generato, tra gli altri fattori, dal turismo in 240 miliardi di euro (il 16,5 % del Pil).

Patrimonio, identità, Bellezza forse mancano a Viterbo? Affatto! Viterbo è parte piena di questa ricchezza italiana che, però, va messa a frutto per i viterbesi. E Sgarbi è la figura perfetta per farlo. Sutri, nonostante la pandemia su cinque della sua amministrazione, è fuori dall’eterna provincia. Il museo di Palazzo Doebbing, che ha accolto migliaia di visitatori da tutta Italia e dal mondo – nonostante la “sola” Cassia e scarsi collegamenti da rivoluzionare totalmente verso la città, che si trova, ora, a pieno merito tra “I borghi più belli d’Italia” – e ospitato opere dei grandi dell’arte mondiale, le numerose iniziative culturali – come, ad esempio, le “Estati sutrine” o il Festival d’autunno, nel corso del quale
sono stati presenti in città importanti personaggi italiani – conducono regolarmente le troupe di Mediaset e Rai, o i giornalisti dei principali quotidiani nazionali in città, permettendo di amplificare incredibilmente il nome e l’identità di Sutri. Un lavoro meticoloso e altamente professionale di comunicazione, decoro e visione che genera un indotto importante per gli esercenti, per l’economia.

A cosa serve avere Sgarbi assessore alla Bellezza, dunque? A cosa servono le nostre idee, tra le altre, di portare Viterbo alla ribalta, su giornali e televisioni, di generare un turismo consapevole, che si fermi in città più giorni, consumi, viva il territorio a fondo, di aprire un Polo Museale di tenore nazionale, di inaugurare un festival di Viterbo, sulle orme di quello di Spoleto, già di rilevanza internazionale, di rendere le zone termali e archeologiche degne del loro nome e di migliaia di visitatori da tutto il mondo, assumendo personale per far sì che tutto ciò esista? Proprio a questo: a confermare che con la Bellezza si produce ricchezza, a rianimare la città, a renderla conosciuta e visitata, a riportarla al posto che merita. Per davvero. Qui è la realtà, a Sutri come nel resto d’Italia, altrove è la fantasia, la chiacchiera elettorale, l’infantile speculazione di quanti potrebbero avere timore che tutto ciò possa davvero realizzarsi a Viterbo. Sta a voi accogliere la realtà e capire, facilmente, da che parte stare”.

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Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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