Sfruttamento del lavoro - Nella Tuscia badanti pagate anche 3 euro l'ora
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VITERBO - La denuncia dell'ex sindacalista della Cgil Gemini Ciancolini: “Chiederò presto un’udienza al prefetto Giovanni Bruno. E poi informerò Guardia di finanza e Questura”.

VITERBO – Nella Tuscia stranieri sfruttati non solo in agricoltura, ma anche nei servizi di natura sociale, come l’assistenza domiciliare agli anziani, dove in alcuni casi ai lavoratori vengono offerti compensi di 3.10 euro l’ora, meno della metà di quanto prevede il contratto nazionale di lavoro per il livello salariale più basso, anche per chi ha maturato anni di esperienza e ha diritto a essere pagato di più, mentre la cooperativa che gestisce il servizio guadagnerebbe quattro volte tanto.

“Un fenomeno vergognoso, di cui nessuno parla”, dice l’ex sindacalista della Cgil ed ex sindaco di Vitorchiano Gemini Ciancolini, che dopo aver raccolto alcune testimonianze di operatori sottoposti a questo tipo di trattamento intende rivolgersi alle autorità competenti, pronto a documentare il tutto: “Chiederò presto un’udienza al prefetto Giovanni Bruno, che in altre occasioni ha già dimostrato il suo impegno. E poi informerò Guardia di finanza e Questura”.

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Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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