Sfruttamento dei lavoratori extracomunitari. Arrestato imprenditore
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Gli Stati Generali La Fune
SAN LORENZO NUOVO – Costretti a tagliare legna per giornate intere per duecento euro al mese.

SAN LORENZO NUOVO – I carabinieri della stazione di San Lorenzo Nuovo hanno eseguito la misura cautelare degli arresti domiciliari nei confronti del legale rappresentante di una società che si occupa di taglio e piallatura del legno.

L’ordine di arresto è stato emesso dal tribunale di Viterbo, su richiesta della procura della repubblica, dal procuratore Auriemma e dal sostituto procuratore Siddi.

Secondo l’accusa e da quanto emerge dalle investigazioni dei Carabinieri, l’imprenditore, approfittando dello stato di bisogno delle vittime, extracomunitari richiedenti asilo, sottoponeva i lavoratori a inaudite condizioni di sfruttamento. I lavoratori venivano lasciati giornate intere nei boschi a tagliare legna, senza alcuna protezione, venendo esposti a situazioni di grave pericolo e, inoltre, venivano remunerati con salari bassissimi, circa duecento euro al mese.

 

 

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Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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