Sfregio al Tusciapride, bandiere arcobaleno di via Saffi gettate tra i rifiuti. Gli organizzatori: "Gesto schifoso"
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VITERBO - "Per questo il 1 giugno scenderemo in piazza con più rabbia, più passione, perché a chi dice che Viterbo non ha bisogno di un Pride, noi rispondiamo con questo".

VITERBO – Questo sabato primo giugno la città di Viterbo ospita il Tusciapride e per l’occasione via Saffi era stata preparata per essere la “strada arcobaleno”. Per questo, gli organizzatori, avevano posizionato lungo la via una serie di bandiere arcobaleno. Peccato che qualcuno, nella notte tra giovedì e venerdì, ha pensato di farle sparire. 

“Le bandiere e altro materiale che avevamo attaccato per decorare la Rainbow Street di via Saffi è stato violentemente staccato e trovato nei cestini dell’immondizia lungo la via. Non ci fanno paura questi gesti, ma ci fanno schifo – così gli organizzatori dell’iniziativa -.

Per questo il 1 giugno scenderemo in piazza con più rabbia, più passione, perché a chi dice che Viterbo non ha bisogno di un Pride, noi rispondiamo con questo”.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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