Sfiducia, Minchella: "Senti da chi viene la predica"
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800 Monastero
Martina Minchella interviene a gamba tesa sulla recente mozione di sfiducia presentata dalle opposizioni nei confronti del sindaco Leonardo Michelini. Spara sulle "vecchie destre", sui Cinque Stelle e anche su quei consiglieri abituati "alla transumanza politica".

“Da che pulpito viene la predica”, Martina Minchella replica così alla mozione di sfiducia delle opposizioni. Lo fa con una nota inviata alla stampa dove si firma come vicesegretario dell’Unione Comunale del Pd.

“La democrazia prevede che le opposizioni hanno pieno titolo di presentare una mozione di sfiducia, ma i cittadini hanno il diritto di poter ricordare, perché non c’è futuro che non si costruisca con gli insegnamenti che ci ha fornito il passato – così il consigliere democrat -.

Oggi abbiamo un’opposizione frammentata: ciò che resta delle destre che ieri stavano al governo della città, un movimento cinque stelle da sempre soggetto che invoca il cambiamento e che oggi lo prova a portare avanti con il vecchio e poi dulcis in fundo ci sono coloro che della transumanza ne fanno la normalità e un modello da presentare alla città, per alcuni di loro qualcuno, oggi, potrebbe recriminarci il fatto che probabilmente lo potevamo immaginare.

Quello che però è bene ricordare è che le destre hanno governato per venti anni la nostra città, e i cittadini consapevoli dei danni arrecati hanno ritenuto opportuno non riconfermali alla guida di Viterbo. Lunga è lista da Talete al CEV, passando per Tuscia Expò, che altrove sarebbe diventata volano per l’economia, mentre a Viterbo il massimo che si è potuto fare è stato porre in liquidazione.

Potrei continuare a lungo, Esattorie e il buco da milioni di euro che abbiamo trovato appena insediati, una città senza teatro, un comune che nei rapporti con Roma è stato sempre considerato come l’ultima provincia dell’impero, le Ex Terme Inps lasciate abbandonate senza prospettiva e senza futuro, appalti al vaglio della magistratura che hanno ingessato il bilancio comunale.

L’appello a chi sedeva prima sugli scranni della giunta viene spontaneo: non fateci più lezioni di buona amministrazione perché i vostri anni sono stati un florilegio di cose che non andavano, di ciò che si doveva fare e non si è fatto, di ciò che non si doveva fare ed invece è stato portato avanti. Abbiamo lavorato e stiamo lavorando per riparare e per migliorare ed una cosa è certa questa amministrazione non ha mai confuso i diritti che spettano a tutti i cittadini con la tutela dei privilegi.

Certo, oggi dopo tre anni mi sento di dire che abbiamo sicuramente avvertito il peso della nostra iniziale inesperienza e della nostra vivacità democratica, ma credo che si può senza dubbio rivendicare che questa è un’amministrazione composta da persone che della trasparenza, dell’onestà e della legalità hanno fatto il loro modo di essere e di operare.

Allora la democrazia prevede le mozioni di sfiducia, ma anche il ricordo del passato che consente di dire da che pulpito viene la predica”.

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Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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