Sfide digitali #12, la storia di Azienda Agricola Montioni
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La Camera di Commercio di Viterbo ha lanciato un appello alle imprese della Tuscia alla digitalizzazione. Sviluppare la propria comunicazione digitale può fare la fortuna delle piccole e medie imprese d'Italia e quindi anche del Viterbese. Come giornale del territorio e al servizio del territorio abbiamo deciso di abbracciare questa causa e raccontarvi alcune storie.

Premessa

Il made in Italy è da sempre riconosciuto come sinonimo di eccellenza e artigianalità. Le imprese italiane portavoce di questo saper fare sono tante e la qualità dei loro prodotti è apprezzata a livello internazionale. Un’analisi delle ricerche effettuate dagli utenti, condotta con Google Trends, ha mostrato che l’interesse per i settori tradizionali del made in Italy è in crescita costante.

Tuttavia le imprese che utilizzano gli strumenti digitali per farsi conoscere sono ancora poche. Il digitale può diventare una grande opportunità di crescita per le eccellenze del nostro Paese, ma non è ancora sfruttato in tutte le sue potenzialità. Il progetto ‘Made in Italy: Eccellenze in Digitale” è nato proprio per aiutare l’artigianalità italiana, nell’epoca dell’economia digitale, a crescere sul mercato globale.

Attraverso una piattaforma digitale le imprese possono seguire percorsi formativi per acquisire competenze per il web e iniziare a esplorare le potenzialità dei mercati stranieri attraverso semplici strumenti online. Grazie alla collaborazione di Google e Unioncamere, inoltre, più di cento giovani digitalizzatori presenti nelle Camere di Commercio sono a disposizione delle imprese italiane per diffondere la cultura digitale e supportarle nell’avvio di una strategia on line.

Visitate il sito www.eccellenzedigitali.it per scoprirne di più e lasciatevi ispirare dalle storie degli imprenditori che hanno avuto successo sul web.

 

La storia di Azienda Agricola Montioni

L’azienda Agricola Montioni venne fondata nel 1978 da Adeodato Montini nel comune di Montefalco e a oggi si estende per 12 ettari tra vigne, oliveti e colyure cerealicole. Da sempre paladina del rispetto della natura e delle tradizioni, ha saputo coniugare l’esperienza agricola con le potenzialità del web grazie a una lungimiranza imprenditoriale non comune.

Aderendo al progetto di Google e Unioncamere, l’azienda ha migliorato la propria presenza online traducendo il sito web in russo, giapponese, cinese e tedesco per entrare in nuovi mercati e oggi registra un incremento del fatturato del 30%.

Paolo Montioni, attuale titolare, dopo il premio ricevuto da Coldiretti nel 2013 come esportatore di grande qualità, non intende fermarsi, anzi: “Il nostro obiettivo è di continuare su questa strada, puntando sempre più sull’e-commerce: oggi esportiamo già in gran parte dell’Europa e l’e-commerce ci permetterà di raggiungere un pubblico ancora più ampio”.

Visita il sito www.gabrielemontioni.it

 

Il perché di questo articolo

La Camera di Commercio di Viterbo ha lanciato un appello alle imprese della Tuscia alla digitalizzazione. Sviluppare la propria comunicazione digitale può fare la fortuna delle piccole e medie imprese d’Italia e quindi anche del Viterbese. Come giornale del territorio e al servizio del territorio abbiamo deciso di abbracciare questa causa, convinti che una crescita delle imprese attraverso il digitale sia possibile. E imprese più solide e in crescita significano più posti di lavoro e tutto questo si traduce in più libertà e democrazia. Questa roba ci piace molto, cari imprenditori datevi da fare.

Per un po’ di giorni vi riproporremo delle storie di aziende che hanno avuto benefici dalla propria comunicazione digitale. Storie riportate nell’opuscolo, voluto da Google e Unioncamere, dal titolo ‘Il digitale, motore di sviluppo per la Tuscia’.

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Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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