Sfida Camera di Commercio - Puntano su Barlozzini i vertici di Unioncamere Lazio
Mauro B.
800 Monastero
Domenico Merlani o Mauro Barlozzini? La sfida per la presidenza della Camera di Commercio entra nel vivo. Il primo è già dato come vincente negli ambienti vicini a Unindustria, ma il secondo attende sornione.

Riflettori accesi sulla data del 7 ottobre prossimo dalle parti di via Fratelli Rosselli. Due i “cardinali” che aspirano allo scranno di presidente della Camera di Commercio, dopo la lunga guida di Ferindo Palombella. Chi la spunterà? Domenico Merlani da Unindustria o Mauro Barlozzini dell’Ascom?

Il primo è praticamente a un soffio dalla maggioranza assoluta, inchiodato a quota 14 avrebbe bisogno di un voto per salire sul gradino più alto dell’ente camerale. Il secondo lo insegue e attende sornione. Se infatti Merlani non riuscisse ad avere quel solo voto in più già dalla prima votazione della mattina del 7 ottobre, si potrebbero aprire nuovi scenari. Indiscrezioni delle ultime ore dicono che proprio sulla candidatura Barlozzini incrociano le dita i vertici di Unioncamere Lazio, il cui presidente Vincenzo Zottola (Confcommercio) è fresco di riconferma alla Camera di Commercio di Latina. Riconferma portata a casa con 24 voti favorevoli e 2 contrari, quelli dei rappresentanti Unindustria. Per Merlani è caccia grossa al quindicesimo voto che lo farebbe presidente. Non rimane che attendere ulteriori indiscrezioni e/o sviluppi.

IL FOCUS SULLA SITUAZIONE

Andiamo a guardare dentro il consiglio della prossima Camera di Commercio e andiamo a fare un’analisi del quadro. Due le cordate che si sono “sfidate” dall’inizio: una guidata da Unindustria e l’altra più rappresentativa delle piccole e medie imprese. Il primo gruppo di “apparentati” conta queste sigle: Unindustria, Cna e Cooperative. Un insieme che peserà nel nuovo consiglio 9 seggi. Gli altri “apparentati” sono Federlazio, Confartigianato, Confesercenti e Confcommercio. Per un peso pari a 11 seggi.

Al di là degli apparentamenti veri e propri, che sono quelli indicati, abbiamo poi il blocco dell’agricoltura (che non si sono neanche apparentati tra loro, determinando l’esclusione dal prossimo consiglio camerale di Confargricoltura) che pesa 4 seggi. C’è poi un seggio che è dei sindacati. Questi ultimi due gruppi, già dallo scorso febbraio, hanno dichiarato di sostenere la candidatura di Domenico Merlani. Di fatto, ritenendolo un leader capace di unificare il mondo produttivo viterbese, hanno aderito a quello che è stato battezzato ‘Patto per la Tuscia’. Così Merlani avrebbe nel consiglio i 9 seggi della sua aggregazione più i 5 (4+1) delle altre forze di ‘Patto per la Tuscia’. Il totale fa 14 seggi contro 11. Rimangono fuori i tre seggi di “consumatori”, “banche” e “ordini professionali”. Dovrebbero astenersi in fase di voto del presidente. La giunta di questa Camera di Commercio sarebbe composta da 4 membri di uno schieramento e 4 dell’altro. Una situazione praticamente di gesso.

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800 Confartigianato
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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