
Rinnovo Camera di Commercio di Viterbo, in queste ore la Regione Lazio dovrebbe mettersi in contatto con l’ente camerale viterbese per decidere la data della prima riunione del nuovo consiglio. Sta infatti alla Regione convocare l’incontro, ma è prassi che la data venga fissata contattando l’ente stesso e trovando un accordo. Il primo consiglio comunque dovrebbe essere convocato entro la seconda metà di questo mese.
Intanto non si sono ancora tenuti incontri tra le associazioni di categorie e le forze rappresentate all’interno dell’organo decisionale di via Fratelli Rosselli con i due sfidanti per la carica di presidente. Ricordiamo che a contendersi lo scranno più alto sono l’imprenditore Domenico Merlani (Unindustria) e il commercialista Mauro Barlozzini (Ascom).
IL QUADRO DELLA SITUAZIONE
Andiamo a guardare dentro il consiglio della prossima Camera di Commercio e andiamo a fare un’analisi del quadro. Due le cordate che si sono “sfidate” dall’inizio: una guidata da Unindustria e l’altra più rappresentativa delle piccole e medie imprese. Il primo gruppo di “apparentati” conta queste sigle: Unindustria, Cna e Cooperative. Un insieme che peserà nel nuovo consiglio 9 seggi. Gli altri “apparentati” sono Federlazio, Confartigianato, Confesercenti e Confcommercio. Per un peso pari a 11 seggi.
Al di là degli apparentamenti veri e propri, che sono quelli indicati, abbiamo poi il blocco dell’agricoltura (che non si sono neanche apparentati tra loro, determinando l’esclusione dal prossimo consiglio camerale di Confargricoltura) che pesa 4 seggi. C’è poi un seggio che è dei sindacati. Questi ultimi due gruppi, già dallo scorso febbraio, hanno dichiarato di sostenere la candidatura di Domenico Merlani. Di fatto, ritenendolo un leader capace di unificare il mondo produttivo viterbese, hanno aderito a quello che è stato battezzato ‘Patto per la Tuscia’. Così Merlani avrebbe nel consiglio i 9 seggi della sua aggregazione più i 5 (4+1) delle altre forze di ‘Patto per la Tuscia’. Il totale fa 14 seggi contro 11. Rimangono fuori i tre seggi di “consumatori”, “banche” e “ordini professionali”. Dovrebbero astenersi in fase di voto del presidente. La giunta di questa Camera di Commercio sarebbe composta da 4 membri di uno schieramento e 4 dell’altro. Una situazione praticamente di gesso.
L’IMPORTANZA DI UN CONFRONTO TRA GLI SFIDANTI
Prima della riunione del primo consiglio della Camera di Commercio, la cui data sarà fissata nelle prossime ore dalla Regione Lazio, sarebbe utile e importante che le parti in corsa organizzino un confronto pubblico. Così si riuscirebbero a capire le caratteristiche dei modelli di gestione che i due competitor in corsa hanno in mente. L’ente camerale, in quanto realtà strategica (anche se il destino della stessa sarà oggetto di riforma prossima), può e deve giocare un ruolo importante per rivitalizzare un territorio, quello della Tuscia, piuttosto depresso. E’ per questo che la partita non può consumarsi senza un confronto vero sulle idee, intenzioni e progetti di un candidato presidente e dell’altro.


















