
E’ Mauro Barlozzini (Ascom) lo sfidante di Domenico Merlani per la guida della Camera di Commercio di Viterbo. La candidatura è in sostanza stata ratificata poche ore fa, nel corso di una conferenza stampa convocata dalle associazioni di categoria che costituiscono “L’Aggregazione”.
Una conferenza stampa piuttosto infuocata, dove i presenti hanno acceso interessanti fuochi sotto la candidatura di Domenico Merlani. Il “papa” della Camera di Commercio ha una candidatura con diverse problematicità, criticità su cui puntano il dito le forze dell’aggregazione. Una serie di questioni che, se la faccenda dell’elezione del presidente dell’ente camerale viterbese interessasse ai bookmaker inglesi, li porterebbe a far rivedere le quote di Merlani come pontefice, considerando più probabile il mantenimento dell’abito cardinalizio di Unindustria.
Tutto aperto, per carità di Dio! Ma un freddo, e piuttosto determinato, Barlozzini ha invitato a un ragionamento fatto di numeri. Suona essenzialmente così: per eleggere il presidente servono 15 voti in consiglio. ‘Patto per la Tuscia’ che sostiene Merlani ha raggiunto la sua espansione massima arrivando a 14. “Siamo sicuri – si domanda Barlozzini – che sia un numero di cui andare fieri, dopo sei mesi di candidatura? Con 14 voti il presidente non si elegge”. Nelle prime due votazioni infatti, per l’elezione, occorrono i 2/3 dei voti (essendo il consiglio di 28, bisogna arrivare a quota 21). Nella terza occorrono 15 voti, maggioranza semplice. La quarta votazione si effettuata in una sorta di ballottaggio tra i due più eletti. Essendo due gli sfidanti tutto si inchioda. Ergo? “Tutti a casa!”, chiude il ragionamento Barlozzini.
TRA POCO UN APPROFONDIMENTO CON TUTTI I TEMI “PICCANTI” TOCCATI IN CONFERENZA STAMPA
Un anticipo? Ok. Giuseppe Crea (Federlazio): “Bisogna tenere la politica fuori dalla Camera di Commercio. Sbaglia chi apre alla politica e le permette di interferire nelle decisioni che riguardano le imprese”. Andrea De Simone (Confartigianato): “Barlozzini è il candidato unico, il nome su cui sarebbe bene confluissero anche le altre associazioni di categoria”. Barlozzini: “Ci chiediamo qual è il collante che tiene unito il gruppo di Merlani? Il loro è un matrimonio sterile, figlio di pressioni”. Vincenzo Peparello (Confcommercio): “La contrapposizione va rifiutata”. E ancora: “Come se la mettono i sindacati? Come giustificano l’eventuale sostegno al Merlani, rappresentante di quegli industriali che vorrebbero depotenziare le Camere di Commercio e mandare a casa una parte di chi ci lavora?”.


















