
“La politica deve restare fuori dalle scelte delle imprese”, questo l’acuto più forte lanciato da Mauro Barlozzini nel giorno della sua investitura a candidato presidente dell’ente camerale di via Rosselli. Lo ribadisce, nel corso della conferenza stampa il rappresentante di Federlazio Giuseppe Crea: “Via la politica dalla Camera di Commercio”. De Simone (Confartigianato) si spinge oltre: “Sembra ci sia una sorta di disegno. Prima Michelini diventa sindaco, poi Delli Iaconi di Unindustria viene nominato assessore e ora sempre un uomo di Unindustria punta alla presidenza della Camera di Commercio”.
Più e più volte, nei discorsi del tavolo a cui siedono i rappresentanti de “L’Aggregazione” (Confesercenti, Confcommercio, Confartigianato, Federlazio), riemerge una parola: “pressioni”. Poi giù a mettere punti di domanda sul comportamento di Coldiretti: “Non sono apparentati con Merlani, potevano esprimere un loro presidente e tentare di renderlo unitario e non l’hanno fatto. Perché? Perché a Viterbo gli agricoltori si comportano in modo inverso rispetto al resto d’Italia? Perché hanno scelto, solo a Viterbo, di andare a braccetto con gli industriali?” La stessa domanda viene riformulata cambiando il nome Coldiretti con Cna.
Poi l’attenzione si sposta sui sindacati. Il ragionamento suona così: “Unindustria ha suggerito a Renzi tagli sugli enti camerali. Merlani è dunque su questa linea. I sindacati a Viterbo sostengono Merlani, cosa diranno a quel 30% di dipendenti della Camera di Commercio che rischiano il posto di lavoro?”
Dopo tutti questi punti interrogativi Barlozzini è netto: “Mi candido come presidente unitario. Merlani è in marcia da tempo, ma non è riuscito a sfondare. Non ha i voti necessari per fare il presidente. Io scendo in campo ora, sono fresco. Questa mia candidatura rompe gli indugi sullo scacchiere e punta a rimescolare le carte. Adesso c’è un altro candidato con cui intavolare un discorso. La situazione viterbese è troppo atipica, e tutto questo deve avere una genesi da qualche parte. Quando è stato eletto Michelini gli imprenditori sono stati contenti: un uomo delle imprese alla guida della città sembrava una garanzia. Vedere la politica che cerca di fare il percorso inverso però deve preoccuparci”.

















