Sextortion con foto rubate dai profili social e modificate in nudi con intelligenza artificiale, vittime anche nel Viterbese
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VITERBO - Un tentativo di estorsione attraverso il web che ha interessato, nelle ultime ore, anche ragazzi minori della Tuscia.

VITERBO – Ti arriva un messaggio su Instagram da qualcuno che non conosci, ci clicchi sopra e ti ritrovi un altro messaggio su Telegram con le tue foto che hai messo in rete, pubblicandole su Instagram, ma il corpo è nudo e sembra proprio il tuo. E sul messaggio Telegram non ci sono solo quelle foto modificate, probabilmente con l’intelligenza artificiale, ma anche una bella richiesta di pagamento in cambio della loro distruzione. 

Un tentativo di estorsione attraverso il web che ha interessato, nelle ultime ore, anche ragazzi minori della Tuscia. Ma c’è di più: il messaggio con le foto modificate “in nudo” viene spedito anche ai contatti di parenti stretti (ricostruiti attraverso le informazioni messe sui social) della vittima, anche in questo caso accompagnati da una bella richiesta di denaro. 

Cifra spietatamente “abbordabile”: 200 euro. Una “spintarella” psicologica a pagare e chiuderla lì. Intanto sono arrivate le prime denunce. 

 

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Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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