Sette sindaci "imbracciano" apposite ordinanze per contrastare la diffusione dei noccioleti intensivi intorno al lago di Bolsena
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BOLSENA - Da monito per tutti quanto accaduto al lago di Vico. L'ordinanza in questione, che sarà predisposta e firmata da tutti nei prossimi giorni, ha dei limiti giuridici ma vuole essere un importante segnale politico. Con tanto di richiesta alla Regione Lazio affinché si attivi per una legge di tutela del territorio.

BOLSENA – Sette sindaci impegnati in una forte battaglia per la difesa del lago di Bolsena dai rischi comportati dalla diffusione della produzione intensiva di nocciole. 

Ognuno di loro pronto a firmare un’ordinanza che mette al bando la realizzazione di impianti di noccioleti intensivi sul proprio territorio. Così i primi cittadini di Bolsena, Gradoli, Grotte di Castro, Marta, Montefiascone, Valentano e Capodimonte si sono dati appuntamento nella sala consigliare del Comune di Bolsena per dare insieme l’annuncio. Assente Massimo Bambini, sindaco di San Lorenzo Nuovo, che sta riflettendo se percorrere o meno la stessa strada dei colleghi. 

Da monito per tutti quanto accaduto al lago di Vico. L’ordinanza in questione, che sarà predisposta e firmata da tutti nei prossimi giorni, ha dei limiti giuridici ma vuole essere un importante segnale politico. Con tanto di richiesta alla Regione Lazio affinché si attivi per una legge di tutela del territorio.

La mossa dei sindaci è in linea con un movimento più largo che ha avuto il suo momento fondante in un incontro pubblico sabato 16 marzo a Orvieto. Movimento contro la diffusione dei noccioleti intensivi che ha in Alice Rohrwacher il testimonial più in vista e presto potrebbero aggiungersi altre personalità del mondo della cultura e dello spettacolo. 

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