Nove sindaci della Tuscia protagonisti della sfilata del 2 giugno a Roma. E' la prima volta nella storia
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Marceranno, per la prima volta nella storia della manifestazione (che ha i suoi natali nel 1948), insieme a un totale di 400 primi cittadini, tutti incolonnati e con la fascia tricolore. L'idea del coinvolgimento dei sindaci è partita dal Quirinale.

Nove sindaci della Tuscia ai Fori Imperiali per la tradizionale sfilata del 2 giugno. Sono Elena Tolomei di Blera, Lucia Catanesi di Marta, Francesco Bigiotti di Bagnoregio, Giuseppe Mottura di Civitella d’Agliano, Mirco Luzi di Castiglione in Teverina, Giuseppe Pagliaccia di Lubriano, Marco Bianchi di Celleno, Rodolfo Mazzolini di Castel Sant’Elia, e Sandrino Aquilani di Vetralla.

Marceranno, per la prima volta nella storia della manifestazione (che ha i suoi natali nel 1948), insieme a un totale di 400 primi cittadini, tutti incolonnati e con la fascia tricolore.

Negli anni scorsi la sfilata vedeva protagonisti solo i reparti militari. Questo ha finito col creare a volte un equivoco, ha fatto pensare che si trattasse di una festa delle Forze armate, che in realtà è fissata al 4 Novembre. Allora, per rimarcare meglio il valore della ricorrenza storica del 2 Giugno, si è ritenuto opportuno affiancare agli uomini in divisa anche i rappresentanti delle amministrazioni locali.

L’idea di coinvolgere i sindaci è partita dal Quirinale e subito è stata condivisa dall’Anci. A tutti i primi cittadini è stata inviata una lettera, chiedendo la disponibilità a partecipare alla manifestazione. Fra quelli disponibili ne sono stati selezionati 400, cercando di garantire un’adeguata rappresentanza a ogni regione.

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Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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