Sette consigli per sopravvivere al Natale
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“Eccolo il Natale!”, staranno sicuramente dicendo molti dei nostri lettori (fatte poche eccezioni); probabilmente è anche quello che inconsciamente starete pensando anche voi, mentre state fermi a fissare il cambio colore delle luci del vostro albero, o rimuginate sull’ennesima e identica luminaria del centro storico della vostra città, sotto a cui vi ritrovate a passare per l’ennesima e identica volta.

VITERBO – “Eccolo il Natale!”, staranno sicuramente dicendo molti dei nostri lettori (fatte poche eccezioni); probabilmente è anche quello che inconsciamente starete pensando anche voi, mentre state fermi a fissare il cambio colore delle luci del vostro albero, o rimuginate sull’ennesima e identica luminaria del centro storico della vostra città, sotto a cui vi ritrovate a passare per l’ennesima e identica volta.

Proprio a voler dar ragione a questa abusatissima espressione, come di consueto, arriva il Natale, e quando sopraggiunge questo periodo, si sa, si torna a parlare di tutti gli elementi contrassegnanti questa festa. Da pronunciare rigidamente nel seguente ordine, abbiamo: alberi, presepi, lucine, dolciumi, menù della vigilia, menù di Natale, capodanno, befana, zii, cugini, compari, parenti e nipoti.

Un loop continuo che dura un mese; un turbine frenetico, luminoso e spendaccione che sembra sospendere le nostre vite, distendendole e ingrassandole, cacciando via apatia, egoismo e negatività; o almeno questo è quello che dicono le pubblicità.

Arriva il Natale, si diceva, e si crea lo spaccato di cui tutti si divertono a parlare. La moderna società occidentale si divide irrimediabilmente in due agguerrite fazioni pronte a darsi battaglia ad attacchi positivisti di “Come si fa a odiarlo? E’ troppo bello” e contrattacchi cinici di “Non ne vedo l’utilità!”. E’ già chiaro a tutti che al centro della diatriba in questione non possa che esserci l’apprezzamento (o non apprezzamento) della festività in cui l’uomo dai vestiti rossi, e barba e capelli bianchi la fa da padrone. Comunque, che siate “Grinchiani” o facciate parte del popolo dei Chi, vi piaccia o meno, anche quest’anno vi troverete coinvolti in discorsi natalizi e anche quest’anno sarete seduti alla stessa tavola, con il solito parentame, ad abbuffarvi di leccornie di ogni tipo, debitamente preparate con dosi alterne di amore e schizofrenia; e allora eccovi qualche piccolo consiglio da tenere ben saldo in testa, per fronteggiare questi ultimi giorni dell’anno.

Numero 1: siate pazienti. Vi sembrerà ovvio e banale ma, che sia o meno una peculiarità del vostro carattere, non esiste nulla di più salutare come mantenere la calma in situazioni che spesso non lo consentono. Contate fino a dieci, fissate il cambio colore delle luci dell’albero magari, o fate il classico respiro lungo, ma rimanete calmi. Vi servirà.

Numero 2 (dedicato ai seguaci dell’essere antropomorfo verde di cui si parlava poc’anzi): se davvero non amate il Natale, quando camminate per strada guardate in terra, non distogliete lo sguardo dai vostri piedi che camminano veloci e infreddoliti per nessun motivo. Vi eviterete sbuffate negative derivanti dalla vista di persone sorridenti (causa: spirito natalizio o paralisi facciale per le rigide temperature) con buste stracolme di regali e tante, tante luci che rovineranno la vostra acutezza visiva. Con un po’ di esercizio riuscirete anche a evitare pali della luce o cartelli stradali, scomodi, se si segue questo consiglio.

Numero 3, breve ma intenso: lasciate la cura del vostro corpo a poltrire e mangiate. Non dimenticatevi di bere e mangiate, mangiate senza pietà, mangiate finché ce n’è, avrete tempo in seguito per riprendere l’impegno che avete messo a dormire e che, tanto, non avreste comunque seguito. Non vorrete far arrabbiare le nonne e le zie.

Numero 4: se avete intenzione di fare qualche regalo alle persone che vi stanno a cuore, ricordatevi di impacchettare voi i regali. Non fatelo fare ai negozianti, che gli si legge in faccia che non hanno voglia. Non mettete in mezzo la scusa del tempo. Il tempo si trova. E’ divertente e distensivo.

Numero 5: non accanitevi nei confronti dell’albero di Natale. Che possa dar fastidio alla vostra vista (per i fan del Grinch), o che vi rimanga semplicemente difficile addobbarlo a dovere mantenendo la calma a causa dei rami troppo fitti o pungenti, ricordatevi che non vi ha fatto nulla di male, ma soprattutto, che accanirsi nei confronti di un albero è sconsigliabile oggi giorno, l’opinione pubblica vi martellerebbe, reputandovi strani e stressati. In più, il pianeta lo stiamo già rovinando in altri modi, non servirebbe a nulla inveire contro un misero e indifeso abete.

Numero 6: Provate a non instagrammare tutto quello che vi capita a tiro che abbia anche la più vaga parvenza natalizia. E’ straziante, per noi e per voi; inoltre, se davvero alle persone interessasse come avete addobbato casa, verrebbero di persona a vederlo, oppure chiederebbero. Godetevi con i vostri veri occhi (e non con uno smartphone come tramite) l’atmosfera e fate tutti i preparativi necessari per la festa in modo che piacciano a voi, e non con in mente l’idea che debbano piacere agli altri.

Numero 7: Godetevela. Che piaccia o meno, è comunque una festa. Anche se le temperature si irrigidiscono, il clima che si respira si ammorbidisce notevolmente, fatelo anche voi con lui. Se non altro, un’utilità vera, che vola oltre ogni bisogno consumistico, gliela si può attribuire a questo Natale: allentare gli animi.

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Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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