Sessanta tonnellate di rifiuti partiti da Acerra verso la Tuscia? FdI: "Indagheremo sul mistero"
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“A questo punto la domanda sorge spontanea – si interrogano i gruppi consiliari Fratelli d’Italia –An Comune di Viterbo e Provincia - che fine hanno fatto le 60 tonnellate di rifiuti partiti giovedì dalla discarica abusiva di Lenza Schiavone di Acerra?".

Il mistero dei rifiuti scomparsi. Giovedì scorso, con tanto di selfie elettorale, il sindaco di Acerra, Lettieri, annunciava la rimozione di 60 tonnellate di rifiuti dal sito dei Pellini di Lenza Schiavone con destinazione verso il comune di Civita Castellana.

Nelle ultime ore però, sia dalla società Ecosantagata, individuata come impianto destinatario che dal sindaco Angelelli, sono arrivate secche smentite sul prossimo arrivo a Civita dell’ingombrante “pacco napoletano”.

“A questo punto la domanda sorge spontanea – si interrogano i gruppi consiliari Fratelli d’Italia –An Comune di Viterbo e Provincia – che fine hanno fatto le 60 tonnellate di rifiuti partiti giovedì dalla discarica abusiva di Lenza Schiavone di Acerra?

Se a pensar male si fa peccato, è innegabile però che noi qualche interrogativo ce lo siamo posto.
Quello più preoccupante riguarda l’eventualità che i tir con le sostanze pericolose abbiano superato Civita Castellana e abbiano raggiunto il nostro territorio, già in passato, purtroppo, al centro di scandali per la scoperta di discariche abusive.

Considerando inoltre che i fratelli Pellini sono già stati condannati in appello dalla IV sezione penale del Tribunale di Napoli per disastro ambientale e altri reati, la circostanza assume ancora contorni più inquietanti.

Una cosa è certa – concludono – Fratelli d’Italia si adopererà con la massima urgenza per vigilare sugli sviluppi della vicenda e per garantire la massima tranquillità ai cittadini in modo da allontanare, al riguardo, ogni sorta di preoccupazione.”

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Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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