Bianchini (MIO): “Servono controlli dei Comuni nelle piazze, non sanzioni agli incolpevoli gestori dei locali”
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VITERBO - Paolo Bianchini (Movimento Imprese Ospitalità) interviene dopo i flussi nel primo weekend di riapertura dei locali: "Sembra essere sparito il contagio da Coronavirus".

VITERBO – Paolo Bianchini (Movimento Imprese Ospitalità) interviene dopo i flussi nel primo weekend di riapertura dei locali.

“In queste settimane l’industria dell’ospitalità è stata ferma, attenta e rispettosa delle regole anti-contagio per scongiurare la diffusione del Covid-19: il nostro comparto ha capito subito la gravità della situazione.

Adesso, però, nella cosiddetta fase due, qualcosa non sta funzionando e l’esempio lampante è quanto accaduto ieri sera nelle maggiori piazze d’Italia.

Il primo weekend di semi-libertà sembra essere sparito il contagio da Coronavirus, visto che in molti (forse troppi) si sono riversati nelle strade, senza osservare le regole sanitarie e mettendo a serio rischio chi, invece, con senso di responsabilità, le ha rispettate nei locali, attraverso il distanziamento sociale e l’utilizzo dei dispositivi di protezione.

Abbiamo investito ulteriore denaro, per poter riacquistare un pizzico di normalità, ma ora siamo seriamente preoccupati, perché atteggiamenti di estrema leggerezza possono mettere a rischio i gestori delle attività commerciali.

I nostri colleghi vengono sanzionati per il comportamento incivile di alcune persone e, soprattutto, perché le istituzioni non fanno il loro lavoro e non garantiscono la sorveglianza esterna ai locali.

Servono controlli nelle piazze, ad opera dei Comuni, non sanzioni agli incolpevoli gestori dei locali, che già attraversano mille difficoltà per cercare di far ripartire le loro aziende.

Non possiamo occuparci noi della salute pubblica. Questo è un compito che devono svolgere i Comuni, attraverso i corpi di polizia. Ogni singolo proprietario di bar, locanda o ristorante sta facendo l’impossibile per seguire in modo attento ogni prescrizione e se qualcuno pensa di poter eludere le norme non troverà comprensione dalla nostra categoria.

Allo stesso tempo c’è la necessità che in ogni città, in ogni piazza o via, si faccia prevenzione, per evitare che i comportamenti sbagliati dei cittadini si trasformino in un pretesto per multare gli imprenditori”.

 

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Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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