
Sui servizi cimiteriali la maggioranza di Leonardo Michelini sembra avere le idee chiare: meglio gestirli internamente. In buona sostanza l’intenzione politica è di non mettere a bando questo vero e proprio tesoro economico. Meglio che a gestirlo sia il Comune, se direttamente o affidandolo in house a una partecipata deve essere ancora deciso.
E’ questo quanto emerso dagli ultimi movimenti in giunta e in consiglio comunale. Il bando (deciso dalla precedente amministrazione, guidata da Giulio Marini), per l’affidamento dell’ampliamento del cimitero di Grotte Santo Stefano, che contiene come contropartita per l’aggiudicante la gestione dell’intero sistema cimiteriale comunale per 25 anni, è stato sospeso. Lo stesso sindaco, nel comunicarlo all’interno della sala d’Ercole, non ha fatto mistero che l’auspicio dell’amministrazione è di poterlo revocare.
Mantenere all’interno del Comune un servizio così economicamente rilevante significa garantire ossiggeno economico all’ente. Quello che non abbiamo capito e che continua a punzecchiarci la testa è invece il testo del bando. Perché si va a inserire al suo interno in cambio dell’ampliamento del piccolo cimitero di Grotte una contropartita di gestione di servizi ad altissimo rendimento monetario, come il forno crematorio e le luci votive? Perché si prevede di farlo addirittura per 25 anni? Quell’appalto ci appare come assurdo, sicuramente sproporzionato. Bisognerebbe capire cosa aveva in mente chi l’ha deciso. Che vantaggi ci sarebbero per i viterbesi? Per le casse del Comune di Viterbo?
Magari ci sfugge qualcosa, a noi poveri zucconi.


















