Serve tolleranza zero per l'urina dei cani sulle strade e muri di Viterbo
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VITERBO - Perché se è vero che "pecunia non olet", frase coniata da Vespasiano proprio parlando di pipì (nello specifico della tassa che lui volle sull'urina) la "pisciata" selvaggia olet parecchio e soprattutto compromette il senso di decoro e pulizia generale. 

VITERBO – C’è un cattivo fattore culturale da stroncare tra i viterbesi: la “pisciata” selvaggia dei proprio cani. Da qualche anno a questa parte i proprietari nostrani degli amici a quattro zampe hanno imparato a raccogliere le deiezioni dei propri compagni di vita ma non hanno ancora capito che tutti i tipi di bisogno del proprio animale non possono essere scaricati dove capita a danno di residenti e turisti. 

Il fenomeno della “pisciata” selvaggia è evidente a colpo d’occhio passeggiando per il centro storico. Per testimoniarlo abbiamo pubblicato qualche foto che è stato facile scattare facendo un rapido giro in centro. 

Non certo un bel vedere ma soprattutto non proprio un bel sentire col naso. Se pensiamo che molti bisogni sono “liberati” anche in prossimità dei negozi capiamo bene che la faccenda non è più tollerabile. 

Invitiamo Palazzo dei Priori, nella persona dei consiglieri di maggioranza e opposizione, a portare il tema in sala d’Ercole e trovare una strada adeguata per contrastare il triste fenomeno che contribuisce a degradare e squalificare il centro storico. Ovviamente la questione è valida per tutta la città, anche nei quartieri periferici. 

Perché se è vero che “pecunia non olet”, frase coniata da Vespasiano proprio parlando di pipì (nello specifico della tassa che lui volle sull’urina) la “pisciata” selvaggia olet parecchio e soprattutto compromette il senso di decoro e pulizia generale. 

 

Gli Stati Generali La Fune
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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