
VITERBO – Non c’è alcuna “guerra” tra i commercianti del centro storico e Palazzo dei Priori e non ci sarà alcuna “serrata” delle attività commerciali di protesta per Santa Rosa.
In queste ore sono uscite dichiarazioni di alcuni commercianti del Corso su una presunta e clamorosa azione di protesta con serrande abbassate proprio per la festa patronale e cartello con scritto sopra ‘Corso Italia abbandonato’.
Abbiamo cercato riscontri che non abbiamo trovato. Anzi. Sulla questione si è pronunciato Gaetano Labellarte (commerciante storico del Corso e uno di quelli che negli anni passati ha tentato di coordinare nell’associazione Facciamo Centro proprio i commercianti per un dialogo costruttivo con il Comune).
“Non so niente di questa cosa, non sono stato contattato da nessuno e non la reputo una protesta adeguata – spiega Labellarte -. I problemi non mancano, sono sempre gli stessi da venti anni e si confermano anche con questa amministrazione. Però chiudere o arrivare addirittura a una serrata per Santa Rosa sarebbe un atto grave.
Ci sono negozi che sono storicamente chiusi per questa festa importante per la città. Per quello che mi riguarda il mio negozio, come tutti gli anni, sarà aperto e la sera della Macchina saremo in molti a vivere questo momento di festa. Ripeto i problemi ci sono ma vanno affrontati in altra maniera”.
Abbiamo contattato anche altri commercianti del Corso che preferiscono non figurare ma comunque ci raccontano la loro posizione. “Noi commercianti non siamo mai stati ascoltati davvero – raccontano -. Il Corso è un luogo dove i politici arrivano sotto campagna elettorale, fanno ognuno la propria passerella, lasciano le promesse e poi puntualmente spariscono. E’ così da tantissimo tempo”.
C’è qualcuno che batte su altri temi: “I problemi ci sono, sono sotto gli occhi di tutti. Il commercio viterbese però ha un valore, abbiamo tanti negozi di qualità che attirano clientela dalla provincia e da Roma. Abbiamo bisogno di un città accogliente e più pulita ma serve anche un’altra cosa importante: basta con le critiche continue e distruttive, c’è chi per ragioni politiche o personali sta facendo un gioco pericoloso: distruggono l’immagine della città. Continui articoli sul degrado, l’enfatizzazione strumentale sull’insicurezza sono azioni che fanno danno a tutti. Anche voi giornalisti avete le vostre colpe”.


















