

“Non posso pensare che il capogruppo non possa parlare. Non ho nessuna intenzione di fare l’assessore, mi piace il ruolo di capogruppo che ho, perché voglio indirizzare il Partito Democratico in Comune. Vivo un disagio personale per quello che questa amministrazione non sta facendo e penso che sia ora di cambiare registro”, così parla Francesco Serra.
Il contesto è quello dell’assemblea del Circolo Pd Viterbo, convocata dal segretario Carlo Mancini. Sala piena al Borgo di Bagnaia. Presenti sei consiglieri comunali del Pd, diversi membri del Circolo, iscritti e cittadini comuni. L’atmosfera politica è quella del braccio di ferro tra l’ala “fioroniana” e i “serra-panunziani”. Le due anime democratiche in cui è spaccato il partito nella sala d’Ercole. 5 i primi e 7 i secondi. Ieri l’assemblea dell’Unione (a maggioranza di “fioroniani”) con la censura rivolta a Serra, stamattina trattamento simile riservato al segretario del Circolo di Viterbo Mancini.
“Spero che la si finisca qui con queste censure – dichiara Serra -. In Comune c’è bisogno di una verifica e questa va fatta sui temi, ma anche sulle poltrone. Non per le poltrone in sé ma perché il cambiamento si fa con le persone. L’amministrazione deve concretizzare almeno quattro-cinque cose fondamentali: il termalismo, i luoghi della città abbandonati e da recuperare (Ospedale vecchio, palazzo Calabresi, Palazzo Doria Pamphilj di San Martino) con delle idee, le frazioni, l’igiene urbana. Bisogna fare le cose e un capogruppo fa quello che sto facendo io, altrimenti il ruolo politico di questa figura non esiste”.
Serra chiude così: “Spero che questa verifica sia l’ultima. Ne sono già state fatte altre ma non hanno portato frutto. Al Pd dico che deve cambiare perché questo è l’unico partito che c’è a Viterbo. Il resto sono liste civiche che si dividono e si uniscono”. Tutti d’un sentimento gli altri consiglieri: Alessandra Troncarelli, Patrizia Frittelli, Arduino Troili, Marco Volpi, Mario Quintarelli e assente ma sulla stessa linea Melissa Mongiardo.
Duro intervento della Troncarelli: “Dobbiamo alzare la testa perché è un dovere che abbiamo verso i viterbesi. Stiamo portando avanti una battaglia politica perché le cose o cambiano o cambiano. Nelle riunioni di maggioranza in Comune non c’è discussione, manca il confronto. Arriva già tutto deciso, con i bandi già fatti e il resto. E’ insopportabile quanto accade. Ci chiamano dissidenti perché la pensiamo diversamente da loro, perché non stiamo al loro gioco (il riferimento è all’ala popolare n.d.r). Adesso vogliano anche vietarci di parlare, se domani mi censureranno mi farò una grossa risata. A chi vorrebbe ridurre la politica a una robetta da fare in pochi dico che il partito deve riunirsi spesso e aprirsi ai cittadini”.
Invito accolto dal segretario Mancini che punta a fare del Circolo Pd di Viterbo un luogo vivo: “Bisogna superare la politica fatta tra quattro gatti, sempre tra gli stessi. Il Partito Democratico deve segnare una rivoluzione copernicana. Non si può censurare chi mette in evidenza le cose che non vanno e al tempo stesso tollerare che esponenti del Pd vadano a consegnare liste alle provinciali costruire in alternativa a quella del Partito Democratico”.
Chiude Patrizia Frittelli: “Non facciamo processi a nessuno, anche perché siamo noi i processati. Spero che quanto accaduto possa aiutarci a superare la crisi interna al partito”.

















