
VITERBO – Ossa umane ritrovate nel cantiere della ex chiesa delle Fortezze a Porta Romana. Gli operai, durante le operazioni di restauro, si sono imbattuti in una sepoltura che apre una sorta di rebus storico.
Non risultano infatti, dai documenti storici, riscontri di una qualche sepoltura che doveva trovarsi in quel posto. Ad attirare l’attenzione dei lavoratori una fuoriuscita di acqua anomala sulla navata centrale. Quindi la decisione di rimuovere i detriti presenti e scavare. Così è stata riportata alla luce una piccola cassa. Gli esperti hanno catalogato il ritrovamento come una tomba a cassetta, forma di inumazione diffusa in età Rinascimentale.
A questo punto gli esperti della Soprintendenza sono chiamati alla datazione delle ossa, azione che dovrebbe permettere di andare a individuare di chi si tratta. Con ogni probabilità quelle ossa appartengono o a un alto prelato o a un nobile cittadino.
Sarà fondamentale, per svelare l’identità del defunto, lo studio dei documenti storici della chiesa di Santa Maria delle Fortezze, iniziata nel giugno del 1514, ultimata nel 1521 e praticamente distrutta dai bombardamenti del 1944.
Accanto alla Chiesa sorgeva un convento che fu concesso a partire dal 1577 ai frati Minimi di San Francesco di Paola, che vi rimasero per quasi trecento anni. Probabile che i resti ritrovati appartengano proprio a qualche figura di spicco dell’ordine morta a Viterbo.

















