Seicento viterbesi chiedono al Comune una sala del commiato laica a San Lazzaro
Foto Cosmonauta incontra Frontini
Gli Stati Generali La Fune
VITERBO - A raccoglierle il Circolo Arci il Cosmonauta, che le ha consegnate alla sindaca Chiara Frontini nella persona del presidente Arci Cosmonauta Francesco Mattioli. 

VITERBO – 600 firme per chiedere a Palazzo dei Priori di realizzare una sala del commiato per riti laici al cimitero di San Lazzaro. A raccoglierle il Circolo Arci il Cosmonauta, che le ha consegnate alla sindaca Chiara Frontini nella persona del presidente Arci Cosmonauta Francesco Mattioli. 

Alla base della sottoscrizione la richiesta di una sala aconfessionale all’interno della quale celebrare riti laici all’interno del cimitero. Una proposta che ha incontrato la piena condivisione da parte dell’associazione viterbese per la Cremazione, presieduta da Linda Natalini, che da tanti anni ormai chiede un analogo spazio. Una convergenza di interessi su tale richiesta da parte delle due realtà associative, entrambe convinte dell’importanza e del valore di quanto racchiuso nel documento sottoscritto e consegnato alla sindaca Frontini. L’iniziativa del Cosmonauta nasce da un’esigenza evidentemente sentita e condivisa e va nel senso di favorire il dialogo interculturale e interreligioso e la dignità di ogni cittadino in un momento così delicato come quello dell’ultimo addio.

“L’ascolto per noi è importante e cerchiamo sempre di incontrare tutti quelli che ce lo chiedono – spiega la sindaca Chiara Frontini – soprattutto se alla base ci sono motivazioni condivise e sostenute da tempo da molte persone, come in questo caso. La sala del commiato era un impegno che ci eravamo già presi durante la campagna elettorale – aggiunge e conclude Frontini -. È nostra intenzione mantenere fede al nostro impegno e dare presto una risposta concreta a quanto richiesto”.

 

 

 

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Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
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Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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