
VITERBO – Tornano nella Tuscia sei importanti reperti e opere d’arte. Appartengono al patrimonio del territorio ma decenni fa furono portate in musei più grandi, per finire nella maggiore parte dei casi nei magazzini.
Si tratta dell’Efebo di Sutri, scultura in bronzo del primo secolo avanti Cristo. Lascia il Museo Nazionale Romano per arrivare al Doebbing. Rientrano due importanti dipinti a olio su tela di Vouet, dal Castello di Racconigi di Cuneo rientrano a Palazzo Altieri di Oriolo Romano (XVII secolo). Sempre a Palazzo Altieri, in partenza dal Brera di Milano, un altro dipinto. Si tratta dell’Immacolata Concezione tra i Santi Pietro e Paolo, Clemente VIII e un donatore e furono realizzati da Giovanni Baglione.
Torna a Bassano Romano, dal Parco Archeologico di Ostia Antica, il gruppo scultore del Gladiatore che uccide un leone. Rientra anche il Torso di Mitra, precedentemente esposto al Getty Museum (che l’ha restituito nel 1999).
L’operazione è figlia del progetto del Ministero della Cultura ‘100 opere tornano a casa’.


















