Riguarda il Trasporto della Macchina di S. Rosa
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Un chilometro e 200 metri circa di percorso. A guidare la Macchina la voce del capofacchino Luigi Aspromonte. Sulle spalle dei Facchini la bellissima Macchina di Raffaele Ascenzi 'Dies Natalis'. La Macchina è uno spettacolo. Un capolavoro restituito alla città dalla famiglia Fiorillo, entrati nella storia come costruttori di Macchine.

La notte più attesa dai viterbesi, un legame profondo, un grande spettacolo da vedere. Il tre settembre è il giorno della Macchina di Santa Rosa. Alle 21 il “sollevate e fermi” e poi il “Santa Rosa fuori”. Poi le tappe: piazza Fontana Grande, piazza del Comune, piazza delle Erbe, Suffragio, piazza del Teatro e sagrato della basilica di Santa Rosa.

Un chilometro e 200 metri circa di percorso. A guidare la Macchina la voce del capofacchino Luigi Aspromonte. Sulle spalle dei Facchini la bellissima Macchina di Raffaele Ascenzi ‘Dies Natalis’. A incoraggiare i Facchini sono arrivate in queste ore le parole commoventi del presidentissimo Massimo Mecarini.

La Macchina è uno spettacolo. Un capolavoro restituito alla città dalla famiglia Fiorillo, costruttori di Macchine.

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Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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