Sedie per Santa Rosa, ballo a due e la spunta Audiotime. Una terza ditta solleva perplessità sui requisiti di sicurezza
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VITERBO - L'altra azienda che ha risposto all'avviso pubblico è il gruppo Carramusa. Una terza realtà, la Clarin, ha preferito non consegnare nessuna offerta pur essendo interessata.

VITERBO – Sedute per assistere al Trasporto 2019 della Macchina di Santa Rosa, solo due le ditte che hanno presentato l’offerta. La spunta Audiotime, che sarà chiamata a fornire in queste ore tutta la documentazione necessaria ad attestare il possesso dei requisiti necessari prima della firma del contratto. 

L’altra azienda che ha risposto all’avviso pubblico è il gruppo Carramusa. Una terza realtà, la Clarin, ha preferito non consegnare nessuna offerta pur essendo interessata. Infatti nei giorni scorsi ha inviato al Settore Turismo e Cultura, che segue l’affidamento del servizio in questione, una lettera dove mette nero su bianco delle perplessità sul rispetto delle norme per la sicurezza su eventi in pubblica piazza nei progetti allegati all’avviso. 

Lettera a cui il dirigente Luigi Celestini ha risposto, trincerandosi dietro al fatto che l’avviso è stato cucito sulla traccia fornita dal Tavolo provinciale di Sicurezza. Non è da escludere che la Clarin possa decidere per qualche ricorso sull’affidamento. 

Il servizio di installazione e gestione delle postazioni, che quest’anno dopo lungo tempo non saranno le ormai tradizionali tribune ma sedie, è stato stimato del valore di 127mila euro più Iva per tre anni.

L’installazione riguarda l’area di piazza del Comune, che è stata suddivisa in quadranti e settori. Nel primo quadrante abbiamo il settore A dove sono previste 164 sedie, il settore B con, 162, settore C
con 253, settore D con 220. Nel Secondo quadrante il settore F con 162, G con 250 (più 48 per i Centri sociali polivalenti), E con 113, H con 131.

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Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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