Sede della Soprintendenza a Viterbo, Belli (Anche): "Importante per le imprese del territorio"
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VITERBO - Sede della Soprintendenza nel capoluogo della Tuscia, la notizia è stata accolta con grande entusiasmo sul territorio.

VITERBO – Sede della Soprintendenza nel capoluogo della Tuscia, la notizia è stata accolta con grande entusiasmo sul territorio.

“Sarebbe un fatto positivo per le imprese locali se la nostra città diventasse la sede della Soprintendenza di Viterbo, Rieti e dell’Etruria Meridionale, istituita da qualche settimana: in tale avremmo la possibilità di un confronto diretto con un’istituzione che si rivela sempre più importante per lo sviluppo, come dimostra anche il vincolo sul centro storico”. Lo dichiara Andrea Belli, presidente Ance Viterbo.

“Leggiamo con favore che c’è in corso un dibattito tra le varie forze politiche, economiche e sociali: l’auspicio è che ci sia una forte unità di intenti che consenta di portare a casa questo importante risultato – continua Belli -. A mio parere serve un dialogo sempre più costante tra la Soprintendenza e la comunità locale, in modo che le decisioni siano il più possibile condivise: questo sarebbe ancora più facile se la sede della Soprintendenza fosse a Viterbo”.

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Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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