Voto per le politiche a giugno? Verrebbe giù anche Palazzo dei Priori
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L'ipotesi della caduta anticipata dell'amministrazione Michelini circola da qualche giorno negli ambienti bene informati della città. Il premier Renzi andrà in direzione mettendo sul tavolo una serie di ipotesi. Dall'esito dell'incontro dipenderanno i destini del quadro politico a tutti i livelli.

La direzione nazionale del Partito Democratico è stata convocata per lunedì al Nazareno. Snodo cruciale per i destini della politica italiana, con il premier che punterebbe al voto nazionale per il mese di giugno. Dentro il Pd è tutto un fermento e tutti guardano alle loro decisioni, da cui dipendono gli sviluppi dell’intero quadro. Tanto a livello nazionale quanto, a cascata, sui livelli locali. Nel caso Lazio in caso di voto politico a giugno tremerebbe anche la Regione e nel capoluogo più a Nord dovrebbe venire giù anche Palazzo dei Priori.

L’ipotesi della caduta anticipata dell’amministrazione Michelini circola da qualche giorno negli ambienti bene informati della città. Il premier Renzi andrà in direzione mettendo sul tavolo una serie di ipotesi. Indiscrezioni da ambienti del “Giglio magico” raccontano di un Renzi pronto a cedere sul voto di giugno, tenendo in sella Gentiloni e rimandando la partita cruciale al 2018, solo se passerà la linea del congresso del partito da realizzare ad aprile, prima del voto per le amministrative.

La minoranza Pd spingerebbe invece per un congresso a giugno e il voto nazionale a scadenza naturale. Impossibile prevedere l’esito del confronto, bisogna attendere lunedì. In queste ore abbiamo fatto varie “taste” sui politici viterbesi. Tutti sembrano cadere dalle nuvole sull’ipotesi di una possibile caduta anticipata di Michelini. Il voto a giugno aprirebbe una prospettiva particolarmente complicata alle nostre latitudini. Con una campagna all’ultimo sangue a diversi livelli, con ragionamenti incrociati da parte dei big. Anche loro, questa volta, pienamente in gioco e davvero in bilico nel difficile compito di salvarsi la poltrona.

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Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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