Scuola, maestra viterbese rappresenta l'Italia in Europa
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Lo scorso giovedì 31 gennaio si è concluso a Poitiers (Francia) il seminario tematico internazionale “Tca mastering learning at the end of primary school”, a rappresentare l'Italia un'insegnante della scuola primaria del quartiere Ellera, Giovanna Diana

VITERBO- Lo scorso giovedì 31 gennaio si è concluso a Poitiers (Francia) il seminario tematico internazionale “Tca mastering learning at the end of primary school”, patrocinato e finanziato da Indire Italia e dall’agenzia Iheef francese all’interno del programma Erasmus plus.

Il seminario ha riunito i principali paesi europei: Spagna, Belgio, Francia, Finlandia, Germania, Portogallo, Estonia.
Rappresentanti per l’Italia, Giovanna Diana, docente di scuola primaria dell’istituto comprensivo Ellera di Viterbo e Maria Fazzio, docente di scuola dell’infanzia presso l’istituto comprensivo E. Patti di Catania.
Cinque giorni di intenso lavoro su tematiche afferenti i vari sistemi scolastici, i programmi attivi per gli alunni con difficoltà nei rispettivi paesi, le metodologie più innovative e ricorrenti nell’area linguistica e logico-matematica nonché le più recenti normative a sostegno della didattica.

“E’ stata un’esperienza di enorme arricchimento culturale, professionale ma anche umana che decreta l’importanza dell’internazionalizzazione anche e soprattutto nella scuola”.
La costituzione di un network tra i partecipanti, che proseguirà nel tempo quanto intrapreso in questa occasione, è solo una delle conseguenze più immediate e significative ottenute.

Il tutto in una splendida location nel cuore della Francia: il centro di formazione ex Esenesr, all’avanguardia nella formazione universitaria, che ha accolto e gestito l’evento con un elevato e impeccabile livello organizzativo determinandone il successo e la piena soddisfazione tra tutti i partecipanti.

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Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Le più avanzate soluzioni tecnologiche oggi ci mettono a disposizione pacemaker e persino cuori artificiali, braccia e gambe meccanici che sopperiscono ad un handicap fisico, chip sottocutanei per pagare con il pos e aprire porte e siamo sulla buona strada per restituire la vista ai non vedenti ...
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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