Scuola di scacchi al carcere di Mammagialla
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Prima i ragazzi delle scuole e ora i detenuti di Mammagialla. La Scuola Scacchistica Viterbese continua a macinare lavoro e iniziative per diffondere qualcosa di più di un semplice gioco.

Gli scacchi entrano nel carcere viterbese di Mammagialla. La Scuola Scacchistica Viterbese dopo il successo ottenuto nelle scuole di Viterbo e provincia non si è voluta “riposare sugli allori”.

Gli istruttori, nonché pionieri di questo gioco all’interno della nostra provincia: Paradisi Micaela, Massetti Gianfranco, Marini Riccardo e Marini Massimiliano; si sono spinti oltre. “Diamo la possibilità a tutti di conoscere questo fantastico gioco”, questo è il loro motto, che ha permesso ai detenuti del carcere Mammagialla di Viterbo di realizzare il loro sogno, imparare l’arte degli scacchi, si esattamente, un’arte”.

Il progetto ‘Scacco matto alla noia’, rivolto ai detenuti è stato realizzato grazie alla collaborazione della Fondazione Carivit. 

Il corso di livello base, iniziato il 18 maggio, ha ottenuto un enorme successo grazie alla partecipazione di numerosi detenuti, che hanno accolto con interesse l’iniziativa, proponendo già da ora successive lezioni di livello avanzato.

La Scuola Scacchistica Viterbese è aperta tutti i giorni, anche la mattina. Per informazioni 347­6568346 / 331­1099398 / 348­9897080.

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Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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