Scuola chiusa da quattro anni, a Sipicciano cittadini "in rivolta"
WhatsApp Image 2025-01-11 at 13.12.15
CNA 800x120
GRAFFIGNANO - "Quattro anni di ritardo sono un fallimento inaccettabile per l’amministrazione, che deve assumersi le proprie responsabilità per aver dato fiducia ad una ditta incapace di onorare il contratto d’appalto. La Regione deve intervenire al più presto” dichiarano i rappresentanti della minoranza".

GRAFFIGNANO – Si è svolta con grande partecipazione dei cittadini la manifestazione organizzata a Sipicciano, frazione del Comune di Graffignano, dal gruppo di minoranza Prospettiva Comune, per denunciare i ritardi ormai insostenibili nell’apertura della nuova scuola primaria e dell’infanzia, attesa da oltre quattro anni, causati dall’incompetenza dell’amministrazione comunale a gestire il finanziamento della Regione Lazio.

Circa 200 persone, tra genitori, nonni, bambini, giovani e cittadini solidali, hanno preso parte all’evento per esprimere la loro frustrazione e chiedere risposte concrete. “Nonostante le ripetute promesse del sindaco in campagna elettorale e nel corso di una partecipata assemblea pubblica, dell’apertura il 7 gennaio scorso, la scuola è ancora in costruzione – scrivono gli esponenti di Prospettiva Comune – .

La manifestazione è stata un chiaro segnale: la comunità non accetta più rinvii e giustificazioni. Quattro anni di ritardo sono un fallimento inaccettabile per l’amministrazione, che deve assumersi le proprie responsabilità per aver dato fiducia ad una ditta incapace di onorare il contratto d’appalto. La Regione deve intervenire al più presto.

La mobilitazione dimostra la determinazione dei cittadini a proseguire questa battaglia fino a quando non saranno garantiti i diritti dei bambini, delle bambine e delle famiglie della nostra comunità, privati da troppi anni di un edificio scolastico e costretti a fare lezione in ambienti non idonei costruiti per altri scopi. Al termine della manifestazione, il comitato organizzatore ha annunciato che, in assenza di risposte concrete da parte dell’amministrazione comunale, non esiterà a promuovere ulteriori azioni di protesta”.

 

 

800 Monastero
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

ance
CAMCOMRIVT-banner-web-300x150
400 Confartigianato
CNA 300x300
Onda
POST FB 02
domenicale post
lafune_300 x 600
Masicar300x300-optimize
Foto Fisioterapy Center
TdP_Inalazioni
monastero interno
aiac_banner_01
asvis 2
Fune 300x300
Jeep_Compass_apex_300x300_200