
MONTALTO DI CASTRO – A Vulci torna alla luce un tempio etrusco finora sconosciuto. A riportarlo alla luce uno scavo condotto dalle Università di Friburgo e Magonza. La prima individuazione nel 2020, quindi lo scavo e lo studio durato due anni. Adesso è arrivata la notizia ufficiale dei due atenei.
L’edificio di culto è stato individuato vicino al già noto Tempio Grande. Si tratta di uno dei più grandi tra quelli conosciuti appartenuti alla civiltà etrusca. La scoperta porta la firma di una équipe interdisciplinare guidata dagli archeologi Mariachiara Franceschini dell’Università “Albert-Ludwigs” di Friburgo e Paul P. Pasieka dell’Università “Johannes Gutenberg” di Magonza.
Il tempio ha una dimensione di 45 per 35 metri e si trova a ovest del Tempio Grande, scavato per la prima volta negli anni Cinquanta. La scoperta rientra nell’ambito del progetto Vulci Cityscape partito nel 2020 con l’obiettivo di studiare le strategie d’insediamento e le strutture urbanistiche della città di Vulci.
Il tempio appena scoperto ha all’incirca le stesse dimensioni e orientamento del vicino Tempio Grande e fu costruito all’incirca nello stesso periodo, in epoca arcaica (tra la fine del VI e l’inizio del V secolo a.C.).
L’area del “Tempio Nuovo”, come è stato ribattezzato, era già stata individuata nel 2020 dopo alcune prospezioni geografiche che avevano portato alla scoperta dell’angolo nord-est della cella e il muro del podio, oltre alle aree adiacenti. Dopodiché, i ricercatori sono stati in grado di scoprire le prime sezioni di muro in tufo massiccio dell’antico tempio nel 2021, e hanno trascorso diversi mesi a studiare il materiale rinvenuto. Poi, a metà novembre di quest’anno, la comunicazione ufficiale della scoperta con una nota congiunta dei due atenei tedeschi.
Gli scavi sono sostenuti dalla Fondazione Fritz Thyssen (per il periodo 2020-2022) e dalla Fondazione Gerda Henkel (per il periodo 2022-2023), oltre che dall’Università di Magonza. Il Dipartimento di Archeologia Classica dell’Università “Albert-Ludwigs” di Friburgo e il Dipartimento di Archeologia Classica dell’Università “Johannes Gutenberg” di Magonza collaborano con la Fondazione Vulci, che gestisce il Parco Archeologico di Vulci, e con la Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per la provincia di Viterbo e per l’Etruria meridionale.


















