Cervo trova tracce del passaggio del Caravaggio e del suo assistente Cecco in Puglia? Parte seconda
Cecco-del-CAravaggio
Fisioterapy Center 800x120
Cervo trova tracce del passaggio del Caravaggio e del suo assistente Cecco in Puglia? Ecco il secondo episodio del racconto della scoperta del direttore artistico del Festival Quartieri dell'Arte Gian Maria Cervo, durante un suo recente viaggio in Puglia per una residenza artistica legata al progetto europeo EU Collective Plays!

Cervo trova tracce del passaggio del Caravaggio e del suo assistente Cecco in Puglia? Ecco il secondo episodio del racconto della scoperta del direttore artistico del Festival Quartieri dell’Arte Gian Maria Cervo, durante un suo recente viaggio in Puglia per una residenza artistica legata al progetto europeo EU Collective Plays! 

Enzo Bentivoglio, il grande storico di architettura rinascimentale, prende la cosa molto sul serio e scrive subito a Cervo: “Caro Gian Maria, circa l’iscrizione che mi hai trasmesso posso dirti che ha una valida impostazione confrontabile a quella di una composizione “tipografica” in quell’accorto decrescere del corpo dei caratteri indizio di un occhio esercitato alle proporzioni inoltre il controllo dell’incisione dei caratteri ( verosimilmente fatta con uno strumento aguzzo, forse uno stiletto, e ciò si potrebbe percepire osservando nella profondità dell’incisione) dimostrano una mano ferma. Il disegno dei caratteri con la particolarità della “N” con il tratto inclinato retroverso, “GIVGNIO” per giugno la “V” invece della nostra “U” e altre particolarità come fare precedere la data dalla lettera “A” – quasi fosse un’epigrafe sepolcrale” invitano a considerare la scritta effettivamente riconducibile all’anno 1600 così come propone chi ha avuto modo e tempo di osservare più attentamente il graffito.”

Dunque una scritta fatta da qualcuno, nell’anno 1600, proveniente da Brescia, con mentalità e consapevolezza tipografica. Probabilmente un artista. Si sa che nel Seicento una famiglia di pittori, Boneri o Buoneri, a seconda dei documenti, era attiva in Lombardia. Ma nessuno ha mai formulato e neanche lontanamente immaginato l’esistenza di un pittore omonimo, nella stessa famiglia o in un’altra, di Francesco. Non esiste alcuna traccia documentale dell’esistenza di un secondo Francesco Boneri o Buoneri.
Dunque il bresciano, dotato di buona mano, che firma il graffito è un giovanissimo Cecco del Caravaggio appena entrato a servizio del suo maestro?

È un affascinante indizio. E ulteriori possibili indizi nascono dalle conversazioni tra Cervo e i suoi amici esperti di arte.

“Come si chiamava Caravaggio?”

“Michelangelo Merisi perché era nato il 29 settembre, il giorno di San Michele Arcangelo”.

È possibile ipotizzare, si è chiesto il drammaturgo napoletano-viterbese, un pellegrinaggio di Caravaggio a Monte Sant’Angelo (una delle quattro grandi mete di pellegrinaggio della cristianità con Santiago de Compostela, Roma e Gerusalemme), al Santuario fondato dal Santo da cui prendeva il nome? Si sa che quando un grande artista visitava un luogo importante con i suoi aiuti, a incidere i muri per lasciare traccia del passaggio erano gli assistenti (c’è il precedente di Raffaello che visita la Domus Aurea con i suoi allievi che lasciano iscrizioni). Dunque la scritta di Cecco, se l’uomo di Brescia che firma il graffito è Cecco, potrebbe essere la testimonianza di un passaggio di Michelangelo Merisi a Monte Sant’Angelo.

Quale motivo avrebbe avuto Caravaggio per recarsi a Monte Sant’Angelo in pellegrinaggio il 30 giugno 1600? Il 1600 è l’anno in cui a Caravaggio vengono rifiutate alcune opere a tema sacro e soprattutto è l’anno della travagliata composizione dei dipinti della Cappella Contarelli in San Luigi dei Francesi a Roma, i primi quadri di azione di Michelangelo Merisi. E’ ipotizzabile che Michelangelo sia andato a ringraziare il suo Santo per essere riuscito a completare il complesso lavoro? Anche in questo caso le date tracciano un quadro potenzialmente affascinante. Il giorno in cui Michelangelo riceve il saldo in Roma per la consegna delle opere è il 4 luglio 1600. E’ possibile che Caravaggio fosse appena tornato da Monte Sant’Angelo?

Cervo intende chiedere aiuto per indagare ancora su questi indizi e queste suggestioni. “Sto già sviluppando un corto cinematografico sul tema con uno straordinario giovane talento, il regista catanese Francesco Di Mauro. Le coincidenze e le sincronicità sono tali da rappresentare un richiamo irresistibile”.

E in effetti c’è un’ulteriore incredibile coincidenza in questa storia. Già da mesi Gian Maria Cervo aveva in mente di realizzare un progetto teatrale su Cecco del Caravaggio per valorizzarne l’unico affresco esistente che si trova, cosa sorprendentemente sconosciuta a molti viterbesi e bagnaioli, nella Villa Lante di Bagnaia. “Un altro tesoro dolorosamente ignorato del pur bellissimo territorio viterbese” commenta Cervo, da anni impegnato in una instancabile recupero dei tratti costitutivi della Tuscia viterbese.

Leggi la prima parte.

CNA 800x120
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

ance
CAMCOMRIVT-banner-web-300x150
400 Confartigianato
CNA 300x300
Foto Fisioterapy Center
asvis 2
monastero interno
POST FB 02
Jeep_Compass_apex_300x300_200
lafune_300 x 600
Fune 300x300
aiac_banner_01
domenicale post
Onda
TdP_Inalazioni
Masicar300x300-optimize