Scoperta la tomba di una ricca etrusca a Vulci
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Un'altra grande scoperta archeologica nella zona di Vulci, si tratta della tomba di un'aristocratica etrusca, probabilmente una parente della principessa sepolta poco distante dalla sua stessa tomba, che si trova nell'area del Poggetto Mengarelli.

Un’altra grande scoperta archeologica nella zona di Vulci, si tratta della tomba di un’aristocratica etrusca, probabilmente una parente della principessa sepolta poco distante dalla sua stessa tomba, che si trova nell’area del Poggetto Mengarelli.

L’area dove è stata scoperta la tomba è la stessa dove poco tempo fa è stata ritrovata quella dello Scarabeo Dorato, rinvenuta in seguito a una scavo clandestino che i “tombaroli” non sono riusciti a portare a termine. All’interno di quella tomba venne ritrovata una giovane principessa etrusca sepolta intorno al 700 a.C., accompagnata da un ricco corredo di gioielli di bronzo, argento, oro e ambra.

Poco lontano una lastra di sepoltura di calcare bianco celava la tomba di un’altra aristocratica etrusca. Insieme all’urna cineraria intatta, contenente le ceneri della donna etrusca, gli archeologi hanno ritrovato molti oggetti di grande rilievo storico. Monili che testimoniano le attività che la donna svolgeva durante la sua vita e che forse ha voluto con sé per utilizzarli anche nell’aldilà. Trovati anche 12 vasi, uno dipinto rosso su bianco con decorazioni geometriche e cinque fibule in bronzo a navicella.

“Ci ritroviamo di fronte ad una eccezionale scoperta – ha spiegato sulle pagine dell’Ansa la soprintendente Alfonsina Russo -. Come già dimostrano questi primi interessantissimi rinvenimenti, saremo finalmente in grado di capire lo sviluppo topografico e strutturale della necropoli settentrionale di Vulci. Scioglieremo anche i numerosi dubbi che accompagnano i contesti funerari di questo periodo”.

 

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Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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