
VITERBO – Scontro su Talete, Pietro Nocchi: “Il centrodestra pensava di vincere ma il centrosinistra è stato compatto”. E’ scontro in aula sull’elezione del nuovo cda che ha incoronato Salvatore Parlato presidente della partecipata dai comuni dell’Ato 1. A far scattare la bagarre una delega rilasciata al presidente della provincia Nocchi nel quale viene autorizzato di votare per conto di altri 3 comuni della Tuscia amministrati dal centrosinistra.
Tre voti che pesano in una lotta vinta sul filo del rasoio dal centrosinistra con il 50,28% dei voti. Entrano nel cda anche Stefania Pierini in quota centrosinistra e il forzista Giuseppe Fraticelli. Sulle barricate i sindaci di centrodestra che attraverso il sindaco Arena fanno filtrare l’intenzione di fare ricorso al Tar: “Non abbiamo riconosciuto la procedura con la quale si è proceduto alla nomina dei membri del cda e siamo usciti dall’aula”.
La nomina di Parlato potrebbe quindi essere messa in discussione a seguito dello scontro avvenuto in assemblea dei soci. Anche perché Nocchi, portatore della delega della discordia, “deve essere organo di garanzia e ha potere di controllo sulla stessa società”, spiega l’assessore Fedele di Montalto. Ruolo che secondo il centrodestra sarebbe venuto meno.
Ma per il presidente Nocchi queste sono lacrime di coccodrillo: “Sono stato l’unico a cercare una soluzione condivisa, ho fatto telefonate fino a lunedì sera – spiega Nocchi – probabilmente gli altri davano il risultato già per scontato vista la situazione del centrosinistra, ma ci siamo ritrovati compatti. Il Pd dovrebbe ripartire proprio da quei sindaci”.
E riguardo il ricorso al Tar annunciato da Arena dice: “Talete ha detto con parere legale che le deleghe erano legittime, poi i legali faranno i loro lavoro, ma sarebbe meglio che tutti si togliessero la casacca politica perché in quel momento siamo tutti soci di una società compresa la Provincia. E in quanto socio c’era la possibilità di usare una delega e lo abbiamo fatto”.
La verità è che da tempo si aspetta il rinnovo dei vertici di Talete. Molte le assemblee rinviate o andate deserte, e con quella di ieri si rischia di aprire la strada ad una procedura al Tar che potrebbe portare all’azzeramento delle tanto attese nomine di ieri.


















