Scomparsa di Loretta Mecarini, i ringraziamenti della famiglia
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"La scomparsa della nostra amata Loretta ha lasciato un vuoto incolmabile, tuttavia la sorprendente affluenza al funerale ci ha reso consapevoli di quante persone le volessero bene".

“La scomparsa della nostra amata Loretta ha lasciato un vuoto incolmabile, tuttavia la sorprendente affluenza al funerale ci ha reso consapevoli di quante persone le volessero bene. Per questo e con tuttoil cuore ringraziamo tutti i parenti, amici, colleghi e conoscenti che in ogni modo hanno voluto esprimere la loro vicinanza”. Queste le parole di ringraziamento della famiglia di Loretta Mecarini, impiegata comunale e sorella di Massimo, presidente del Sodalizio dei Facchini.

“In modo particolare la nostra gratitudine va al Sindaco Leonardo Michelini, al Consiglio Comunale che, su invito di Daniela Bizzarri, ha osservato un minuto di silenzio prima dellaseduta del Consiglio medesimo. A Mons. Lino Fumagalli, Don Massimiliano Balsi e Don Alfredo Cento per aver celebrato la funzionereligiosa; ai Cavalieri del Soccorso, tra cui Paolo Matteucci e Antonella Fichera, per la massima disponibilità mostrata nei momenti contingenti; al personale tutto dell’Hospice di Villa Rosa, per la grande disponibilità ed umanità con cui hanno coccolato la nostra Lory; al Dott.Lanfranco Martinengo, amico impareggiabile e grande professionista, sempre disponibile in ogni momento; al personale del pronto soccorsoper l’efficienza e la grande professionalità dimostrata; alla Schola Cantorum“Santa Maria della Quercia”, che Loretta ha amato in modo particolare e di cui ha fatto parte fino all’ultimo, con grande passione; al Sodalizio Facchini di SantaRosa, per la costante e rilevante presenza; agli amici della stampa tutti, per le condoglianze espresse e per aver dato risalto alla notizia”.

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Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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