Scisma dell'Eremo della Palanzana, la Curia di Viterbo prende le distanze: "Nessuno tra i fedeli si lasci coinvolgere"
Foto vescovo Piazza con Papa Francesco
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VITERBO - "I sacerdoti e i religiosi, che in qualche modo sono presenti in questo Eremo, non sono incardinati nella diocesi di Viterbo".

VITERBO – La Curia, guidata dal vescovo Francesco Orazio Piazza, prende le distanze dall’attività in corso presso la comunità religiosa riunita nell’Eremo della Palanzana. 

“In merito alle vicende legate all’Eremo della Palanzana, sito nel comune di Viterbo, e alle notizie che si susseguono su vari social e sugli organi di stampa relative ad attività e progetti legati a questo luogo e alle persone che vi fanno riferimento, la curia vescovile della diocesi di Viterbo precisa quanto segue.

La vicenda è stata seguita per quanto possibile, visto il contesto relativo ad una proprietà privata che fa riferimento ad una associazione non legata alla diocesi di Viterbo.

I sacerdoti e i religiosi, che in qualche modo sono presenti in questo Eremo, non sono incardinati nella diocesi di Viterbo.

Tutte le questioni relative alle vicende, pregresse e attuali, legate a questo luogo e alle persone che a titolo diverso vi fanno riferimento, sono all’attenzione delle autorità ecclesiastiche e dei dicasteri competenti.

La curia della diocesi di Viterbo raccomanda ai fedeli attenta vigilanza affinché nessuno si lasci coinvolgere nelle scelte di chi tende a minare l’unità del corpo ecclesiale.

Rinnovando, perciò, l’adesione completa alla persona di papa Francesco e al suo magistero, sollecita a camminare nella comunione della chiesa, che trova nel successore di Pietro “il perpetuo e visibile principio e fondamento dell’unità”. Così in una nota inviata dalla Curia alla stampa locale. 

 

 

 

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Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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