Sciopero mondiale per il futuro, la primaria De Amicis: "Mettiamoci le mani"
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VITERBO - Ci hanno davvero “messo le mani”, chiedendo a tutti noi adulti di fare lo stesso, sin da oggi, finché “si è ancora tempo” nel tentativo di lasciare loro in eredità un pianeta in salute.

VITERBO – “Mettiamoci le mani”, questo il messaggio che i bambini della scuola primaria “De Amicis” di Via Emilio Bianchi hanno voluto lanciare, sotto la guida delle loro maestre, agli adulti responsabili della grave situazione climatica che affligge il nostro pianeta.

Nella giornata “dello sciopero mondiale per il futuro” organizzato dal “friday for future”, il movimento mondiale per il clima della giovane attivista svedese Greta Thunberg, i piccoli studenti, non potendo scendere in corteo per le strade come i loro “colleghi” più grandi,
hanno aderito all’appello tappezzando l’atrio e gli interni della scuola di tante copie su cartoncino delle loro manine, con un bellissimo effetto multicolore.

Ci hanno davvero “messo le mani”, chiedendo a tutti noi adulti di fare lo stesso, sin da oggi, finché “si è ancora tempo” nel tentativo di lasciare loro in eredità un pianeta in salute.

“Una bella responsabilità, non certo facile da assumere, ma non si può certo deludere i bambini. Sperando che questo semplice ma efficace messaggio raggiunga anche i cuori più duri, ringraziamo il corpo docente della primaria “De Amicis” per aver coinvolto i nostri figli in
questa splendida iniziativa, molto educativa”, così Emanuele Rinaldi,
presidente del consiglio d’Istituto Grandori, a nome dei genitori del plesso “De Amicis”.

 

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Le più avanzate soluzioni tecnologiche oggi ci mettono a disposizione pacemaker e persino cuori artificiali, braccia e gambe meccanici che sopperiscono ad un handicap fisico, chip sottocutanei per pagare con il pos e aprire porte e siamo sulla buona strada per restituire la vista ai non vedenti ...
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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