Sciopero dei bancomat in ristoranti, bar, hotel e discoteche. Bianchini (MIO): "Spegniamo i post per protesta contro il governo"
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VITERBO - Paolo Bianchini (Movimento imprese ospitalità) annuncia lo spegnimento dei Pos come protesta nei confronti del governo.

VITERBO – Paolo Bianchini (Movimento imprese ospitalità) annuncia lo spegnimento dei Pos come protesta nei confronti del governo.

“Il governo non ci ascolta, non ci riceve e, quel che è peggio, non ci aiuta in alcun modo. Non abbiamo alternative: da oggi iniziamo lo sciopero del bancomat: spegniamo i Pos e accettiamo solo pagamenti in contanti.

Ristoranti, bar, hotel, discoteche e strutture ricettive stanno vivendo una crisi drammatica, che ha prosciugato tutte le loro risorse e dalle banche non è arrivato il promesso sostegno economico, perché la sola garanzia dello Stato non è sufficiente, se non vengono modificate le leggi bancarie e fallimentari.

Abbiamo chiesto in tutti i modi al premier Conte di ascoltarci, di farci partecipare alle decisioni, per facilitare la ripresa. Sono trascorsi ben undici giorni dalla richiesta di incontro, formalizzata via pec, ma non abbiamo avuto risposte. Ascoltiamo basiti le parole del ministro Gualtieri, che si preoccupa esclusivamente di far arrivare miliardi a Fca, e quelle della ministra Lamorgese, che si accorge oggi di ciò che denunciamo da tempo: con questa crisi di liquidità fanno affari solo la criminalità organizzata e gli usurai, che bussano alle nostre porte.

La mancata convocazione dell’esecutivo è un segnale inequivocabile di disinteresse per il nostro futuro, ma noi non moriremo senza lottare. Lo Stato ci usa come bancomat? E noi, da oggi, spegniamo i Pos, non accettando pagamenti con carte e bancomat, ma soltanto in contanti.

Siamo uno dei motori più importanti del Paese, abbiamo il diritto e il dovere di rilanciare le nostre imprese: se lo Stato ci scarica, faremo da soli. Per noi, per le nostre famiglie, per i nostri lavoratori”.

 

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Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
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Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
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“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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