'Sciampagna', i sommelier viterbesi Enrico Zamboni e Cristina Baglioni tra gli autori
Foto copertina libro Sciampagna
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VITERBO - La presentazione del volume che racconta la storia italiana dello spumante classico in anteprima nazionale il 2 aprile a Verona, per Vinitaly.

VITERBO – Due sommelier viterbesi tra gli autori del libro “Sciampagna. Lo spumante classico italiano”, che racconta la storia tutta italiana dello spumante classico, pubblicato dalla casa editrice Marcianum Press. Sono il tarquiniese Enrico Zamboni e la castiglionese Cristina Baglioni.

Il volume, curato da Giampaolo Zuliani con il coordinamento della giornalista Alice Lupi, sarà presentato in anteprima nazionale a Verona, il 2 aprile, per Vinitaly, la più grande manifestazione dedicata al mondo del vino. “Per noi è motivo di grande orgoglio essere stati coinvolti in questa prestigiosa avventura editoriale – affermano Enrico Zamboni e Cristina Baglioni -. Il riconoscimento di una passione che nel corso del tempo si è trasformata in una professione impegnativa ma ricca di soddisfazioni”. Prendendo le mosse dalla sua storia e dai luoghi enografici originari, gli autori del libro hanno intrapreso un “viaggio effervescente” dedicato al metodo classico italiano.

Le tappe del percorso conducono poi i lettori alla scoperta dei tratti enologici caratteristici dei processi di spumantizzazione sino ad arrivare all’indagine degli aspetti sensoriali naturalmente presenti in questo vino speciale. Il viaggio prosegue verso la ricerca dei principi tecnici dell’abbinamento cibo–vino fino ad approdare ad esempi pratici con preparazione di alta cucina. Il mondo degli enogrammi delle bottiglie del vino effervescente (tappi, etichette…) sono tratti eloquenti del panorama contemporaneo dell’enologia italiana, elementi di comunicazione privilegiata che ci aiutano a definire di primo impatto alcune caratteristiche delle etichette.

Il viaggio diviene infine circolare e in un gioco di rimandi e di riflessioni si ritorna ad indagare nella storia che si veste dei colori della pittura settecentesca di Jean-François De Troy e Nichol Lancret fino a giungere alla musica di Giuseppe Verdi che con le sue note rimanda subito alla Bella Époque. “Il 2 aprile saremo a Verona insieme agli altri sommelier autori del volume – concludono Enrico Zamboni e Cristina Baglioni -, che arriverà nelle librerie il 28 aprile”.

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Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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