'Scatta il Natale' - Una poesia dedicata alla Cometa
presepe
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Continuano ad arrivare alla redazione de La Fune pensieri, foto, auguri e messaggi per augurare a tutti buone feste. Abbiamo deciso di pubblicare, nel giorno della Vigilia di Natale, una poesia che ci arriva da Elda Chindemi. Sempre dalla signora Elda anche la foto del presepe. 

Continuano ad arrivare alla redazione de La Fune pensieri, foto, auguri e messaggi per augurare a tutti buone feste. Abbiamo deciso di pubblicare, nel giorno della Vigilia di Natale, una poesia che ci arriva da Elda Chindemi. Sempre dalla signora Elda anche la foto del presepe. 

 

Natale e una cometa

Sarà diverso e tutto d’oro.
Sarà magia di stelle calde.
Sarà gioia per chi non ha niente.
Sarà di sguardi proiettati verso un grande spazio,
per ammirare un alberello mignon.
Sarà un regalo alla vita,
dato da un grande papà.
Sarà musica di vecchi violini.
Sarà canto di angeli Cherubini.
Sarà un prato di viole che spuntano dalla neve.
Sarà un campo di grano per un germoglio di antiche farine.
Sarà un venticello di incenso per tutto il mondo.
Sarà il chiarore di una cometa che Betlemme ci giungerà.

Elda Chindemi

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Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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