Scassina una bar e ruba l'incasso, arrestato 28enne che si era nascosto in un casolare abbandonato
Foto polizia
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VITERBO - Il soggetto non è riuscito a giustificare la sua presenza nel casolare e soltanto in un secondo momento ha ammesso di avere preso le monete dalla cassa di un bar di viale Trento.

VITERBO – Nella serata dello scorso 20 febbraio personale della Polizia di Stato della Squadra Volante dell’Ufficio Prevenzione Generale e Soccorso Pubblico della Questura di Viterbo è intervenuto in viale Trento a seguito di segnalazione pervenuta al Numero Unico di Emergenza 112 relativa a un furto consumato presso un bar.

Nello specifico due passanti riferivano di avere sentito scattare l’allarme dell’esercizio commerciale e di avere visto un soggetto che fuggiva dal locale in direzione della vicina via della Ferrovia.

Sul posto gli operatori hanno notato che le porte di accesso al bar erano state forzate e la cassa, aperta, risultante priva di denaro. Hanno quindi proceduto a ricercare il soggetto descritto dai testimoni nella via di fuga indicata, diramando le ricerche e la descrizione del possibile autore del furto anche agli altri equipaggi impegnati nel servizio di controllo del territorio.

Le ricerche si sono estese anche ad un casolare abbandonato, al cui interno i poliziotti hanno sorpreso un uomo intento a contare delle monete che nascondeva parzialmente in uno zaino alcuni strumenti idonei a scassinare serrature. Il soggetto non è riuscito a giustificare la sua presenza in loco e soltanto in un secondo momento ha ammesso di avere preso le monete dalla cassa di un bar di viale Trento, all’interno del quale era entrato forzando la porta di accesso.

Il giovane è stato identificato per un 28enne di nazionalità macedone con numerosi precedenti inerenti ai reati di furto e ricettazione, già gravato dalla misura di prevenzione del Divieto di Ritorno nel Comune di Viterbo emesso dal Questore di Viterbo. All’esito dell’attività lo straniero è stato arrestato per furto e possesso ingiustificato di chiavi alterate o grimaldelli.

A seguito del rito direttissimo l’Autorità giudiziaria procedente ha convalidato l’arresto disponendo nei confronti dell’indagato la misura cautelare dell’Obbligo di Presentazione alla Polizia Giudiziaria.

 

Gli Stati Generali La Fune
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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