Scarpette rosse al ponte del duomo per dire "no" alla violenza sulle donne
Foto scarpette rosse
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VITERBO - Scarpette rosse sul ponte del duomo. Così anche il capoluogo della Tuscia ha voluto esprimere un segno di forte sostegno al contrasto del fenomeno di violenza sulle donne che continua a produrre ogni giorno disastri e morte. 

VITERBO – Scarpette rosse sul ponte del duomo. Così anche il capoluogo della Tuscia ha voluto esprimere un segno di forte sostegno al contrasto del fenomeno di violenza sulle donne che continua a produrre ogni giorno disastri e morte. 

Questa mattina, intorno alle 11, un momento di incontro proprio sul ponte del duomo dove le artigiane di Cna hanno posizionato scarpette rosse in ceramica. L’iniziativa è stata organizzata da Cna e Istituto Orioli in occasione della Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza sulle donne.

Presenti al fianco della segretaria Cna Luigia Melaragni e del presidente Cna Alessio Gismondi la sindaca di Viterbo Chiara Frontini, il vescovo Orazio Francesco Piazza, l’assessora ai Servizi Sociali Patrizia Notaristefano, l’assessore alla Cultura Alfonso Antoniozzi. 

All’interno del locale Piazza, adiacente al ponte del duomo, il concerto dell’orchestra Ars Nova. 

Hanno partecipato all’evento il liceo artistico Francesco Orioli, Cinzia Ciulli di Percorsi artistici, Claudia Di Mario dell’Atelier Immaginar(Io), Daniela Lai della Bottega d’Arte, Daniela Lombardo di Creazioni Daniela, Elena Urbani di Lab33, il Laboratorio del centro culturale La Caterinaccia, il Laboratorio Estromania Agatos cooperativa sociale, Lucia Maria Arena dell’Antica legatoria Viali, l’Officina d’arte San Lorenzo, Roberta Pietrini di Obb e Sandra Costantini.

 

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Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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