Scandalo ex Eca, un palazzo rinascimentale ristrutturato nel 2008 e abbandonato in pieno centro
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Gli Stati Generali La Fune
Roba da non credere, nella città dove si risponde sempre ad associazioni e realtà culturali che non ci sono soldi per finanziare le iniziative e non ci sono spazi salta fuori lo spreco di un edificio pubblico rinascimentale ristrutturato nel 2008 e abbandonato.
Veduta dall’alto

Esplode lo scandalo del complesso Ex-Eca. A tirarlo fuori il gruppo di Viterbo Civica che da alcuni giorni ha lanciato, tramite i social network, un appello ai viterbesi per mappare i luoghi pubblici abbandonati a se stessi. Tra tante segnalazioni arrivate, la più interessante è sembrata essere questa dello stabile rinascimentale di via della Volta Buia 45. Uno spazio ristrutturato con fondi della Regione Lazio nel 2008. Lì dove c’era un cinema all’aperto ora c’è il nulla e anche gli interni, tutti ristrutturati, dotati anche di ascensore (costo più di 200mila euro), sono lasciati ai fantasmi.

 

IL COMUNICATO DI VITERBO CIVICA

All’indomani della bizzarra decisione di spostare la carrozza dei Priori a Piacenza per esigenze di spazio, Viterbo Civica si è fatta portavoce di un’iniziativa per trovare eventuali luoghi dimenticati nella nostra città, dove poter collocare la carrozza. Lanciata la proposta sulla pagina facebook del gruppo, dopo poche ore sono arrivate decine di segnalazioni. La cosa che ci ha sorpreso è che tutti ci hanno chiesto di mantenere l’anonimato, come se avessero paura di esporsi. Una sorta di omertà che la dice lunga su come ancora si tema di dispiacere il potente di turno.
Tra le segnalazioni che ci hanno colpito c’era quella del complesso Ex-Eca, in via della Volta Buia 45, per cui siamo subito andati sul posto a verificare.
Abbiamo trovato uno splendido palazzo del primo periodo rinascimentale, recentemente restaurato.
Il portone era aperto, perché ospita la segreteria di una nota associazione di volontariato, aperta al pubblico due volte la settimana. All’interno un vero e proprio giardino, purtroppo, visibilmente trascurato.

 

Edificio ex Eca

Le foto sono molto più eloquenti che mille parole e denunciano una situazione di abbandono, nonostante il restauro recente. Abbiamo chiesto agli abitanti della zona, qualche notizia in più, gli anziani del quartiere ricordano il palazzo come “Conservatorio del Buon Pastore”, perché nel 1862 diventò una casa d’accoglienza per fanciulle povere e donne traviate, diretta dalle suore del Buon Pastore.
Sempre interrogando chi abita in zona, siamo venuti a sapere che, all’incirca trenta o quaranta anni fa, all’interno del palazzo c’era un asilo. Per qualche tempo il giardino è stato sfruttato anche come cinema all’aperto, un anziano signore lo ricorda come Cinema Arena. Una signora rammenta addirittura un magnifico affresco nel corridoio al primo piano.
Facendo una veloce ricerca in internet si scopre che nel complesso c’erano effettivamente vari affreschi, eseguiti nella metà del secolo XVII. Scopriamo anche che nel 2005, dopo un primo intervento di restauro, si torna a parlare del complesso, poiché si pensa di utilizzare due unità abitative, all’interno della struttura, per ospitare temporaneamente donne vittime di violenza familiare, una sorta di continuità con quello che era l’antica destinazione d’uso. Ma questa proposta si frantuma come una bolla di sapone.
Finché nel 2008 la Regione Lazio finanzia un progetto per il completamento del complesso con un importo di 250.000 euro (dati riportati sul sito ufficiale del Comune di Viterbo), per destinare la struttura a tre associazioni di volontariato impegnate nella gestione di ragazzi con disabilità psicomotoria. L’intento è di creare dei laboratori e dei miniappartamenti (si parla di circa 20) per l’autonomia di questi ragazzi. E qui si apre tutta una pagina di brutta politica viterbese, con assegnazioni poco chiare, fatte in assenza di bando e locali dati in comodato d’uso prima d’ottenerne l’agibilità. Fatto sta che dopo quattro anni, il complesso è ancora vuoto e in attesa di essere utilizzato dalla collettività.
Noi di Viterbo Civica non siamo giornalisti, non facciamo inchieste, siamo persone comuni e come tali, ci poniamo le semplici domande che ogni cittadino si pone davanti a uno stato di cose che non capisce, sperando che qualcuno ci dia le risposte.
Il Comune è a conoscenza del suo patrimonio immobiliare e di com’è gestito? Il progetto di farne una struttura destinata ai ragazzi con disabilità è ancora valido? Oppure questi miniappartamenti saranno assegnati con bando pubblico? Fanno parte di quel famoso housing sociale di cui tanto si era parlato nei mesi scorsi?

A noi da profani, sembrerebbe, considerando la configurazione del palazzo, il luogo ideale dove istituire un museo dedicato alle macchine di Santa Rosa, riflettendo anche che con la nomina Unesco ci sarebbe bisogno di un museo rappresentativo dove esporre i modellini della macchina che ora sono sacrificati in uno spazio non adeguato a San Pellegrino. Arricchirli con l’esposizione degli abiti del corteo e, come ciliegina sulla torta, ospitare la mazza d’argento e la bistrattata carrozza dei Priori.

Gli interni nuovi lasciati ai fantasmi

Il tutto arricchito da pannelli con spiegazioni storiche e ricostruzioni digitali. Noi sogniamo in grande e immaginiamo che nella struttura possa nascere anche un bookshop, che venda tutta una serie di gadget legati alla macchina. E una caffetteria che possa utilizzare il bellissimo giardino, per venire incontro a un turismo che cerca questo tipo di attrattive. Immaginiamo un ritorno in termini economici anche per i negozianti del Corso, con i turisti obbligati a passarci per recarsi al museo.
Nelle prossime settimane verificheremo le altre segnalazioni che ci sono pervenute, anticipandovi che ci saranno grosse sorprese, nel frattempo vi invitiamo a continuare a inviarci informazioni al nostro indirizzo: viterbocivica@libero.it

 

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Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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