Sbottonati, intervista al numero uno Giuseppe Iacomini. Arena, Sbocchia e Macarone Palmieri invitati a parlare del coronavirus
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SBOTTONATI - Tutti collegati dalle ore 21 sui canali 629 e 675 del digitale terrestre, in streaming anche sui canali Facebook de La Fune e di Telelazionord. 

SBOTTONATI – Una puntata con al centro il tema del coronavirus ma anche con all’interno una grande intervista, a trecentosessanta gradi, al numero uno Giuseppe Iacomini.

Il portierone nato a Blera si “sbottonerà” questa sera a Sbottonati, su Telelazionord. Tutti collegati, questo venerdì 6 marzo, dalle ore 21 sui canali 629 e 675 del digitale terrestre, in streaming anche sui canali Facebook de La Fune e di Telelazionord. 

Il calcio, i sacrifici, l’uomo, la lettura davanti papa Francesco, l’amicizia con il capitano Pulino, Sanremo e il futuro. Questi gli ingredienti di un faccia a faccia destinato a fare tanti ascolti.

Nel resto della puntata un approfondimento sul delicato tema del coronavirus. A Viterbo sono, al momento, cinque i casi di infezione riscontrati. In quarantena lo studentato di via Cardarelli e chiuse scuole e università come nel resto d’Italia. 

I conduttori Roberto Pomi e Manuela Gabrielli hanno invitato a parlarne il sindaco del capoluogo Giovanni Arena, il presidente provinciale della Croce Rossa Italiana Marco Sbocchia e il dottore Francesco Macarone Palmieri.

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Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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