
VITERBO – La risposta dell’assessore ai Servizi Sociali Antonella Sberna alla consigliera Chiara Frontini.
“Si trasmette contenuto della risposta dell’assessore ai servizi sociali Antonella Sberna inviata al consigliere Chiara Frontini, in data 22 settembre, a seguito di interrogazione nella precedente seduta di consiglio comunale, su questione reddito di cittadinanza. A conclusione della risposta, anche la dichiarazione dell’assessore.
In merito all’interrogazione avente ad oggetto i progetti legati al reddito di cittadinanza di pertinenza del servizio sociale, si inviano le dovute precisazioni fornite dagli uffici:
- Sono 2482 i casi sottoposti a verifica del possesso dei requisiti di residenza e soggiorno per i percettori di reddito di cittadinanza nel Distretto Vt 3;
- Di questi 1087 sono i casi di verifica completata sui requisiti di residenza e soggiorno sul Comune di Viterbo e sui quali si può procedere all’attivazione di qualsivoglia progetto, si da parte dell’ufficio di collocamento per quelli di loro competenza sia da parte dei servizi sociali per la propria parte;
- Tra questi ultimi 680 riguardano situazioni affidate al servizio sociale del Comune di Viterbo e attualmente al vaglio delle assistenti sociali tramite colloqui individuali;
- Si specifica inoltre che saranno escluse per legge dall’obbligo di prestazione di servizio tramite Puc famiglie con minori o con presenza di handicap o nuclei familiari che presentino altre motivazioni che possano dar luogo all’esonero al Puc;
- Il numero presunto di quanti potranno accedere al progetto si riduce a circa 200/300 casi in proiezione;
- Ricordiamo che i Navigator riguardano un progetto che investe l’ufficio di collocamento e non le Amministrazioni Comunali e conseguentemente non possiamo rispondere sul numero di quanti occupati a seguito della legge che li istituiva;
- In ultimo va specificato che gli ambiti nei quali possono essere collocati i partecipanti ai Progetti Utili alla Collettività (Puc) sono quelli stabiliti dal Decreto Ministeriale del 22 ottobre 2019 che delinea la cornice normativa precisando che non possono essere impiegati in mansioni e/o in sostituzione di lavori già espletati da personale dipendente, ma vanno intesi come complementari, a supporto e integrazione rispetto alle attività ordinarie svolte dai Comuni e dagli Enti pubblici coinvolti;
- All’interno di detta normativa andranno strutturati in coerenza con le competenze professionali del beneficiario, con quelle acquisite anche in altri contesti ed in base agli interessi e alle propensioni emerse nel corso dei colloqui sostenuti presso il Servizio Sociale del Comune.
Nel mese di settembre sono iniziati i colloqui e si sta lavorando anche al reperimento delle mansioni idonee specificate come sopra all’interno dell’ente o fuori.
Si specifica inoltre che già nel mese di febbraio è stata inviata formale comunicazione richiedente quali necessità ogni settore avesse in merito a tale impiego di soggetti destinati ai Puc.
Voglio rassicurare il consigliere Frontini. L’amministrazione ha ben presente l’importanza di questo progetto, seppur nella limitatezza dello strumento che è di per sé: sia per il tipo di mansione e sia per la platea alla quale, inevitabilmente, si restringerà la possibilità di effettuare questo tipo di attività.
Il nostro obiettivo è quello di fare presto e bene, compatibilmente con i tempi di realizzazione, con i colloqui da effettuare e con le idoneità da valutare”.


















